ISRAELE INVIA UNA MISSIONE NELLE COMUNITÀ BNEI ANUSIM IN AMERICA LATINA

Dani Limor, capo del progetto “Mappare le comunità ebraiche del mondo” del Ministero Israeliano per la Diaspora, si è recato in America Latina nei giorni scorsi, per visitare diverse comunità di Shavei Israel.
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Parashà Tetzaveh – Cos’è un Tempio se non una concessione di Dio alle necessità dell’uomo?

Non è irrilevante, in un’epoca nella quale non abbiamo il Bet HaMikdash, studiare i particolari della Torà circa la costruzione ed il funzionamento del santuario. Il concetto ebraico riguardante il santuario è inevitabilmente legato alla concezione ebraica del  “luogo”: il luogo nel quale si offre ciò che si possiede, uno spazio sacro nel quale ci si consacra per quello che si è. Al di là della distanza storica e, conseguentemente, psicologica che ci separa dal Mishkane dalle regole relative alle offerte ed ai sacrifici, è necessario studiare il Mishkan, il santuario che i nostri antenati  hanno costruito nel deserto, perché quelle pagine della torà contengono una infinità di insegnamenti che conservano intatto il loro valore fino ai nostri giorni.

Il Mishkannon era solo  il centro della convergenza delle offerte rituali, bensì il fondamento della memoria del popolo. Un centro spirituale il cui scopo e la cui missione erano quelli di mantenere viva nel popolo di Israele la coscienza dei suoi legami e degli obblighi acquisiti ai piedi del monte Sinai. Il Mishkanera un santuario che il popolo portava con sé ovunque si recasse.  Non è Dio a richiederlo ma sono gli uomini, perché sono stati loro a costruirlo quale strumento di comunicazione tra ciò che è puramente spirituale e l’esistenza quotidiana, umana, temporale. 

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Shalva Band e la nostra cantante Bnei Menashe si esibiranno all’Eurovision 2019 a Tel Aviv

Shalva Band e Dina Samte, la cantante Bnei Menashe, si esibiranno alle semifinali dell’Eurovision. La band composta da ragazzi disabili ha conquistato il cuore del pubblico israeliano durante la gara in tv Kochav Haba (Stella in Ascesa), dove si scelgono i partecipanti all’Eurovision.

L’Eurovision è una gara canora conosciuta in tutto il mondo, grazie anche alla partecipazione di paesi come Australia e Israele. La band non parteciperà alla gara finale, poiché non voleva esibirsi di Shabbat, ma hanno ottenuto la possibilità di fare un’esibizione fuori gara durante le semifinali.

Dina, che è la voce della band assieme ad Annael, ha fatto aliyà con un gruppo di 230 Bnei Menashe dall’India nord-orientale, il Manipur, nel 2007 con l’aiuto di Shavei Israel.

Il presidente di Shavei Israel, Michael Freund, ha detto: “Mi ricordo di come ho accompagnato Dina sul suo volo di partenza verso Israele quando l’abbiamo portata in aliyà dall’India nel 2007, e sono molto felice per lei e per la sua famiglia. Questo dimostra come i Bnei Menashe siano veramente divenuti parte integrante della società israeliana e del popolo ebraico.

Dalla Polonia a Palm Beach: l’emissario di Shavei Israel tiene una serie di seminari

Rav Avi Baumol, emissario di Shavei Israel a Cracovia, si è recato negli Stati Uniti per tenere diversi seminari sul suo lavoro in Polonia. Rav Baumol ha parlato sia al Young Israel of Hollywood così come durante una crociera dove ha tenuto ben 5 incontri, raccontando anche della storia della rinascita ebraica a Cracovia.

Prima di partire ha anche parlato alla sinagoga di Palm Beach. All’evento hanno partecipato più di 60 persone tra cui un noto sostenitore della vita ebraica e del JCC di Cracovia, Bruce Gendelman. Siamo felici di condividere con voi alcune foto degli incontri.

Photo credit: courtesy of Palm Beach Sinagogue

La Giornata della Memoria nel parlamento di Palma di Maiorca

La scorsa settimana il mondo intero ha commemorato le vittime della Shoah, con la Giornata della Memoria designata dall’Assemblea Generale dell’ONU nel 2005, sessant’anni dopo Auschwitz-Birkenau, il più grande campo nazista di concentramento, liberato dall’Armata Rossa. Le comunità ebraiche in tutto il mondo hanno tenuto cerimonie commemorative, tra loro la comunità Bnei Anusim di Palma di Maiorca.

Venerdì scorso, il capo della comunità Miguel Segura, assieme ad altri membri, ha preso parte ad un evento organizzato dal Parlamento delle Baleari, durante il quale gli ospiti hanno onorato la memoria delle vittime dell’antisemitismo, assassinate durante la guerra. E’ interessante notare come lo stesso giorno, Miguel, nato nell’anno della vittoria, abbia anche celebrato il suo 74esimo compleanno.

 

Breve cronistoria dei principali eventi e peculiarità storiche del campo di concentramento di Ferramonti di Tarsia

Un interessante articolo di Simona Celiberti:

Ferramonti era una contrada paludosa e malarica del comune di Tarsia (provincia di Cosenza) sottoposta nella seconda metà degli anni ’30 ad opere di bonifica da parte della ditta Eugenio Parrini di Roma, un faccendiere molto vicino al regime fascista. Dovendo il governo fascista costruire dei campi di internamento per questi Ebrei stranieri e per tutti i cittadini di paesi nemici rimasti in Italia, Parrini fece in modo che la scelta della loro collocazione ricadesse nei suoi cantieri di bonifica in modo da utilizzare le strutture già presenti e ottenere il monopolio nello spaccio alimentare. Nacquero così i campi di Pisticci (MT), riservato soprattutto a oppositori politici italiani, e il campo di Ferramonti di Tarsia (CS), destinato ad Ebrei e cittadini stranieri nemici. Conseguentemente, il 4 giugno 1940, Eugenio Parrini si reca al Comune di Tarsia per reclamare un appezzamento di terreno demaniale attiguo al suo cantiere di bonifica di Ferramonti in modo da iniziare la costruzione del campo.

Il Campo di Ferramonti di Tarsia fu l’unico esempio di un vero campo di concentramento costruito dal governo fascista a seguito delle leggi razziali e rappresenta storicamente il più grande campo di internamento italiano. A partire dal giugno 1940 vi transitarono circa 3000 internati. Il Campo si estendeva su un’area di 16 ettari ed era composto da 92 baracche di varia dimensione, molte delle quali con la classica forma ad “U” e forniti di cucina, latrine e lavabi comuni.

Dal giugno 1940 la direzione del Campo fu affidata al Commissario di Pubblica Sicurezza Paolo Salvatore. Il Direttore era affiancato da un Maresciallo e da 10 agenti di P.S. Accanto a questi, vi era un reparto di camicie nere della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale (MVSN) reclutate dai paesi limitrofi. Dal gennaio 1943 Salvatore, accusato di essere troppo tollerante con gli internati, fu sostituito per poche settimane da Leopoldo Pelosio e successivamente da Mario Fraticelli, anch’essi commissari di P.S. Per tutto il periodo di attività del Campo, il Maresciallo fu sempre Gaetano Marrari.

Dal 20 giugno 1940 il campo entrò in funzione con l’arrivo dei primi due gruppi di Ebrei stranieri: circa 460 uomini arrestati in varie città dell’Italia centro-settentrionale e costretti ai lavori forzati per costruire il resto del campo.

Nel settembre del 1940 arrivò a Ferramonti un gruppo di Ebrei profughi da vari paesi europei che si ritrovò bloccato a Bengasi (Libia), diventata territorio italiano, in attesa di un trasporto verso la Palestina. Si trattava di un gruppo eterogeneo di circa 300 Ebrei, fra cui anche diverse donne e bambini. La loro presenza provocò il primo cambiamento sociale nel Campo con la presenza di intere famiglie. Continue reading “Breve cronistoria dei principali eventi e peculiarità storiche del campo di concentramento di Ferramonti di Tarsia”

Fondamentalmente Freund: Costruite un museo dell’aliyà

Negli annali della storia ebraica contemporanea, poche vicende sono così toccanti come il richiamo del nostro popolo alla propria Terra dai quattro angoli del globo.

Dalla rinascita dello Stato di Israele nel 1948, più di 3 milioni di immigrati sono giunti sulle sponde della Terra Promessa da più di 100 paesi del mondo. Alcuni sono giunti qui scappando dalle persecuzioni. Altri erano motivati dal sogno sionista o dalla religione, nella speranza di creare una vita migliore per sè stessi e per le proprie famiglie.

E ora, anche se Israele è stato costruito sull’aliyà, e continueremo a costruire, abbiamo tuttavia fallito nel preservare adeguatamente e narrare significativamente la storia del ritorno alla terra dei padri.

Ecco perchè credo sia tempo per lo stato ebraico di erigere un museo dell’Aliyà, dove si parlerà dell’erosimo e della lotta, dell’orgoglio che ha accompagnato lo storico ritorno in Zion.

Infatti, se ci guardiamo indietro, capiremo come i momenti più toccanti della storia della nostra nazione siano quelli in cui si è tentato di salvare le comunità in Diaspora. Ma, quanto apprezza e quanto conosce questi avvenimenti straordinari la nuova generazione? Continue reading “Fondamentalmente Freund: Costruite un museo dell’aliyà”

Nuove classi di Talmud Torà organizzate da Shavei Israel

Shavei Israel sta aiutando la nostra comunità ebraica in El Salvador, organizzando nuove attività e nominando Asher e Abigaul nuovi insegnanti presso il locale Talmud Torà per creare nuove attività per i bambini.

L’organigramma del Talmud Torà è decisamente pieno e intensivo. Oltre ai programmi di Shabbat, vi sono anche corsi domenicali e lezioni speciali online. Il programma di studi approvato dal Comitato Educativo, consiste in lezioni di tradizioni ebraiche e lingua ebraica, così come preparazione per bar- e bat-mitzvà.

Siamo felici di condividere con voi alcune foto della vita comunitaria e delle lezioni settimanali di Talmud Torà con Rav Elisha Salas, emissario di Shavei Israel in El Salvador.

A 11 anni sogna di diventare il primo calciatore Bnei Menashe in serie A

Hanoch Haokip non è il classico undicenne. Nato in una famiglia Bnei Menashe, il difensore/centrocampista nella sezione giovani del HaPoel Migdal Haemek è già stato segnalato come una promessa del calcio.

Haokip viene allenato da Shimon Bouskila, nella sezione giovani anche se la sua età prevede che sia nella squadra dei bambini Giovani G.

La famiglia di Haokip è ortodossa e lui frequenta la scuola locale “HaAri”. E’ immigrato in Israele con i suoi genitori e il fratello di tre anni nel 2007 quando aveva solo due mesi. La famiglia si è stabilita a Migdal HaEmek, sopra la bellissima valle di Jezreel nella bassa Galilea.

Hanoch Haokip ha iniziato la sua carriera calcistica grazie al programma “Equal Rate”, che ha facilitato la sue entrata nel HaPoel Migdal Haemek. Era stato notato dal direttore del progetto, Dror Cohen, che lo ha subito spronato e sostenuto.

Dror ci dice: “E’ un ragazzo favoloso, pieno di valori, autodisciplina e rispetto per il prossimo. Credo che arriverà come minimo alla Lega Nazionale, se non ancora più in avanti.” Continue reading “A 11 anni sogna di diventare il primo calciatore Bnei Menashe in serie A”