Shavei Israel partecipa ad un momento toccante in Calabria

E’ stata traslata dalla Calabria a Roma la salma di Ernesta Mieli, sopravvissuta alla Shoah. Adesso riposa nel Cimitero Ebraico di Roma.

Al toccante momento in Calabria ha partecipato l’ambasciatore onorario di Shavei Israel per l’Italia Meridionale, Roque Pugliese.

Qui l’articolo pubblicato in Shalom.

Come si preparava la matzà per Pesach a Vysoki, in Russia

La matzà è parte fondamentale di ogni Seder. Ai giorni nostri si può acquistare in ogni angolo sperduto del mondo, mentre una volta non tutti si potevano permettere di comprarne in quantità sufficiente per le feste. Così, per esempio, i Subbotnik in Russia la preparavano in casa.

Gli abitanti del villaggio ricordano quei giorni. Maria Leonovna Gridneva ci racconta di come sua madre Dina Isaevna se ne prendeva cura, con l’aiuto di speciali arnesi che venivano tenuti nascosti in un luogo segreto per il resto dell’anno.

Si trattava di: due grandi tavole, un pestello per la farina, due ciotole di diverse dimensioni, un bicchiere per misurare l’acqua e un secchio, specie di coltellini per fare i buchi nella matzà, due matterelli, un coltello per tagliare la matzà e una pala in legno per infornare.

Per preparare la matzà diverse famiglie lavoravano insieme per alcuni giorni. Visto che le famiglie erano numerose, bisognava prepararne grandi quantità. Oggi gli abitanti di Vysoki si recano a Voronezh per comprare la matzah dalla comunità ebraica locale. Però si tengono ancora tutti gli strumenti in casa, per ricordo.

Anna Lazarevna Bocharnikova, che ha da poco fatto aliyà, ci parla dei suoi ricordi d’infanzia legati ai preparativi per Pesach tra i Subbotnik.

“Le donne preparavano la farina e gli uomini la battevano. L’acqua veniva portata dal pozzo, di notte e chiamata “acqua della notte”. Partecipavano anche i bambini, che stendevano l’impasto. Il forno lavorava dalla mattina alla sera. La pasta veniva stirata e schiacciata tra le due lunghe tavole. Si tagliava, si facevano i buchi e si infornava. C’era una donna accanto al forno, ma era così caldo che si faceva fatica a starci vicino. Si occupava anche di lavare il forno e togliere la cenere. La matzah veniva infornata per 5-7 minuti e usciva profumata e croccante.”

Tova Filchagova, a capo della comunità di Vysoki, ci dice cosa rendeva la loro matzà così speciale: “Avevamo 18 minuti per tutto il processo, solo così sarebbe stata casher, cioè matzah schmurà. Si faceva molta attenzione alla conservazione della farina, i grani erano di prima scelta tenuti in luoghi asciutti.”

E qui le toccanti foto degli arnesi da loro usati.

I Bnei Menashe hanno festeggiato Purim, con tanta allegria

Ancora una volta abbiamo festeggiato Purim: il mondo ebraico si è riempito di gioia. Le maschere sono state indossate e poi tolte, tutte le comunità ebraiche si sono riempite di sorrisi festeggiando una delle nostre feste preferite.

E qui un po’ di foto che lo testimoniano:

Una ebrea Subbotnik a 71 anni si reca per la prima volta al Kotel

La scorsa settimana è stata davvero speciale per Anna Lazarevna Bocharnikova, originaria di Vysoki in Russia, che si trova al momento con la sua famiglia a Beit Shemesh. Martedì scorso ha visitato il Kotel (o Muro del Pianto) per la prima volta in vita sua e si è goduta la bellissima passeggiata nelle vie della Città Vecchia di Gerusalemme. Durante la sua visita in Israele, Anna Lazarevna ha anche festeggiato il suo 71esimo compleanno.

Anna Lazarevna è stata accompagnata da un’amica e concittadina di Vysoki, che ha già fatto aliyà cinque anni fa grazie al supporto di Shavei Israel. Tova ha già fatto da insegnate di tradizioni e lingua ebraica ai suoi compaesani molti anni prima di immigrare in Israele. Tova aveva anche lavorato alla scuola domenicale di Vysoki ed era stata tra i leader della comunità.

Le signore hanno condiviso un paio di loro foto con noi.

La nostra comunità in El Salvador celebra la nascita di una bambina

Questa settimana, la comunità in El Salvador ha celebrato un evento molto speciale – la nascita di una bambina. Il suo nome è Debora Margalit bat Yosef e Rut, e noi siamo felici di condividere con voi alcune foto scattate durante la festa organizzata dalla famiglia. Rav Elisha Salas, emissario di Shavei Israel nel paese e altri membri della comunità erano presenti per congratularsi con i raggianti genitori.


Breve cronistoria dei principali eventi e peculiarità storiche del campo di concentramento di Ferramonti di Tarsia

Un interessante articolo di Simona Celiberti:

Ferramonti era una contrada paludosa e malarica del comune di Tarsia (provincia di Cosenza) sottoposta nella seconda metà degli anni ’30 ad opere di bonifica da parte della ditta Eugenio Parrini di Roma, un faccendiere molto vicino al regime fascista. Dovendo il governo fascista costruire dei campi di internamento per questi Ebrei stranieri e per tutti i cittadini di paesi nemici rimasti in Italia, Parrini fece in modo che la scelta della loro collocazione ricadesse nei suoi cantieri di bonifica in modo da utilizzare le strutture già presenti e ottenere il monopolio nello spaccio alimentare. Nacquero così i campi di Pisticci (MT), riservato soprattutto a oppositori politici italiani, e il campo di Ferramonti di Tarsia (CS), destinato ad Ebrei e cittadini stranieri nemici. Conseguentemente, il 4 giugno 1940, Eugenio Parrini si reca al Comune di Tarsia per reclamare un appezzamento di terreno demaniale attiguo al suo cantiere di bonifica di Ferramonti in modo da iniziare la costruzione del campo.

Il Campo di Ferramonti di Tarsia fu l’unico esempio di un vero campo di concentramento costruito dal governo fascista a seguito delle leggi razziali e rappresenta storicamente il più grande campo di internamento italiano. A partire dal giugno 1940 vi transitarono circa 3000 internati. Il Campo si estendeva su un’area di 16 ettari ed era composto da 92 baracche di varia dimensione, molte delle quali con la classica forma ad “U” e forniti di cucina, latrine e lavabi comuni.

Dal giugno 1940 la direzione del Campo fu affidata al Commissario di Pubblica Sicurezza Paolo Salvatore. Il Direttore era affiancato da un Maresciallo e da 10 agenti di P.S. Accanto a questi, vi era un reparto di camicie nere della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale (MVSN) reclutate dai paesi limitrofi. Dal gennaio 1943 Salvatore, accusato di essere troppo tollerante con gli internati, fu sostituito per poche settimane da Leopoldo Pelosio e successivamente da Mario Fraticelli, anch’essi commissari di P.S. Per tutto il periodo di attività del Campo, il Maresciallo fu sempre Gaetano Marrari.

Dal 20 giugno 1940 il campo entrò in funzione con l’arrivo dei primi due gruppi di Ebrei stranieri: circa 460 uomini arrestati in varie città dell’Italia centro-settentrionale e costretti ai lavori forzati per costruire il resto del campo.

Nel settembre del 1940 arrivò a Ferramonti un gruppo di Ebrei profughi da vari paesi europei che si ritrovò bloccato a Bengasi (Libia), diventata territorio italiano, in attesa di un trasporto verso la Palestina. Si trattava di un gruppo eterogeneo di circa 300 Ebrei, fra cui anche diverse donne e bambini. La loro presenza provocò il primo cambiamento sociale nel Campo con la presenza di intere famiglie. Continue reading “Breve cronistoria dei principali eventi e peculiarità storiche del campo di concentramento di Ferramonti di Tarsia”

Gli studenti del nostro Talmud Torah premiati con certificati di eccellenza

La comunità del Cile si congratula sentitamente con gli studenti del nostro Talmud Torah per i loro successi accademici. Ruth, Sara e Moises Aharon sono stati premiati per la loro bravura a scuola e hanno ricevuto dei certificati speciali a loro intestati.

Il Talmud Torah è tenuto da Rav e dalla Rabbanit Latapiat, ed è stato aperto solo un anno fa. Da allora molti bambini del luogo seguono gli interessanti corsi. I ragazzi hanno così l’opportunità di unire una educazione ebraica con quella classica delle scuole nazionali. Siamo felici di questi risultati!

 

A 11 anni sogna di diventare il primo calciatore Bnei Menashe in serie A

Hanoch Haokip non è il classico undicenne. Nato in una famiglia Bnei Menashe, il difensore/centrocampista nella sezione giovani del HaPoel Migdal Haemek è già stato segnalato come una promessa del calcio.

Haokip viene allenato da Shimon Bouskila, nella sezione giovani anche se la sua età prevede che sia nella squadra dei bambini Giovani G.

La famiglia di Haokip è ortodossa e lui frequenta la scuola locale “HaAri”. E’ immigrato in Israele con i suoi genitori e il fratello di tre anni nel 2007 quando aveva solo due mesi. La famiglia si è stabilita a Migdal HaEmek, sopra la bellissima valle di Jezreel nella bassa Galilea.

Hanoch Haokip ha iniziato la sua carriera calcistica grazie al programma “Equal Rate”, che ha facilitato la sue entrata nel HaPoel Migdal Haemek. Era stato notato dal direttore del progetto, Dror Cohen, che lo ha subito spronato e sostenuto.

Dror ci dice: “E’ un ragazzo favoloso, pieno di valori, autodisciplina e rispetto per il prossimo. Credo che arriverà come minimo alla Lega Nazionale, se non ancora più in avanti.” Continue reading “A 11 anni sogna di diventare il primo calciatore Bnei Menashe in serie A”

“Simchat Bat” in El Salvador

Questa Chanukkà è stata molto emozionante per Tuvia e Shirley Beltran in El Salvador, poiché hanno festeggiato uno dei momenti più felici della loro vita: la nascita della loro adorabile figlia, Priel Michaela. La famiglia ha organizzato uno “simchat bat”, tradotto letteralmente una “gioia per la figlia”.

Siamo felici di condividere con voi alcune splendide foto di questa bella festa con tanti dolci e una pignatta. Tra gli ospiti vediamo anche Rav Elisha Salas, l’emissario di Shavei per El Salvador.

Il nuovo emissario di Shavei Israel si prepara a Chanukkà

Gli ebrei di Cagliari hanno una ricca e antica storia che arriva fino all’impero romano. Da allora la comunità ha vissuto tempi di prosperità ma anche di disgrazia, fino a scomparire a causa degli infausti editti di espulsione del 1493; poi però è rinata nonostante le persecuzioni e le difficoltà. La festa di Chanukkà sarà davvero molto speciale per i Bnei Anusim del capoluogo: celebreranno con Eitan Della Rocca, il nuovo emissario di Shavei Israel per l’Italia.

Eitan, originario di Roma, sta attualmente studiando presso il Collegio Rabbinico Italiano, per diventare rabbino e si sta anche laureando in psicologia. Ha vissuto diversi anni in Israele dove ha frequentato sia la Yeshiva HaKotel di Gerusalemme, e ha prestato servizio nell’IDF, l’esercito israeliano nell’unità Kfir.

Nell’ambito del suo lavoro per Shavei Israel, Eitan terrà incontri sulla Torah e le tradizioni ebraiche, organizzerà attività per gli ebrei di tutta l’Italia meridionale. Il primo evento programmato è uno Shabbaton per lo Shabbat di Chanukkà che si concluderà con una speciale accensione delle candele l’8 dicembre.

Vi aspettiamo!