Come è stato Pesach in Italia, Cile, Colombia, El Salvador e Israele

Pesach è finito – la matzà è stata messa da parte per l’anno prossimo e il pane lievitato è tornato ad ornare le nostre tavole. Ma non potremmo resistere senza condividere con voi le foto che ci hanno inviato le comunità di Shavei Israel in tutto il mondo.

Cile

C’erano tanti sorrisi e tanta matzà per i Bnei Anusim del Cile. Abbiamo alcune foto dei preparativi del Seder e di un Seder più piccolo presso la famiglia Algunas in Sus Hogares.

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Ricette di Pesach da un famoso chef Benè Anusim

Pinchas (Tony) Piña, è un famoso chef originario di Palma de Mallorca, che recentemente è ritornato alle sue radici ebraiche.

Le tradizioni ebraiche nell a famiglia  Piña sono così forti, che esiste persino un coltello passato di generazione in generazione, usato per macellare la carne secondo il rito ebraico – la shechita.

Pinchas ha offerto un corso pre-Pesach per gli Anusim discendenti degli ebrei delle Canarie, che sono tornati a casa entusiasti e pieni di ricette per il seder in arrivo.

Pinchas ha anche voluto condividere le ricette con voi, amici di tutto il mondo, per rendere indimenticabili le vostre feste.

CHAROSET SEFARDITA

INGREDIENTI:

800 grammi di mele

50 grammi di uvetta passa

150 grammi di datteri

Succo di arancia

 

100 grammi di zucchero

½ bicchiere di acqua

PREPARAZIONE:

Pelare le mele e tagliare a pezzetti mele e datteri snocciolati.

 

Cuocere tutti gli ingredienti in una casseruola, cuocere a fuoco medio fino a che la frutta è cotta bene.

Passare per un setaccio per una consistenza più liscia.

Rimettere il tutto su del fuoco basso, mischiando costantemente.

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Purim – Una libertà non ancora completa

Il rituale e le preghiere di Purim hanno al loro centro un grande assente: l’Hallel, il gruppo di Salmi che durante le festività ed i capi mese vengono recitati durante le preghiere del mattino.

Quello che invece caratterizza il nucleo centrale delle preghiere di Purim, l’amidà, la preghiera delle diciotto benedizioni, è il testo di Al HaNissim che ci ricorda i miracoli e la salvezza avvenuta a Purim, l’eroismo di Mordechai e di Ester, gli eventi che si capovolsero e la presenza decisiva di Dio accanto al popolo ebraico. Sembra quindi paradossale che in uno dei giorni più gioiosi del calendario ebraico, proprio i salmi gioiosi sono assenti, non ricordati e non permessi. L’Halachà, nelle parole di rav David Yosef, nella raccolta Halachica Otzerot Yosef, offre una serie di spunti per comprendere il perché di questa assenza nel rito. La prima ragione sta nel fatto che la lettura della Meghilat Ester, il libro di Ester, copre, per così dire, lo “spazio” della Meghillà. Un secondo motivo è che dopo l’uscita dall’Egitto, dal momento che il popolo ebraico è entrato in terra di Israele, non si recita più l’Hallel per eventi miracolosi avvenuti in Diaspora. L’ultimo motivo, quello forse più problematico e duro da comprendere, è che non si recita l’Hallel a Purim perché in quei giorni siamo stati salvati da un decreto di morte, ma non siamo stati redenti e non abbiamo raggiunto una vera libertà e quindi, la frase dei salmi: “Lodatelo servi dell’Eterno” non ha un senso compiuto perché siamo rimasti servi, o se vogliamo sudditi, del re non ebreo Assuero. In altre parole la nostra realtà politica non è cambiata, mentre è cambiata solo la situazione sociale e la nostra sicurezza immediata come sudditi graditi al re. In realtà la stessa Halachà e lo stesso rav David Yosef ci insegna che nel malaugurato caso in cui una persona non ha con se una meghillà valida per la lettura e non ne può ascoltare la lettura da qualcun altro, deve recitare l’Hallel completo, ma senza alcuna benedizione di accompagnamento.

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Tu B’Shvat – Potenzialità e impegno

La Mishnà Rosh HaShanà, 1,1 ci informa che Bet Shammai fissa il capodanno degli alberi il primo di Shevat, mentre Bet Hillel il 15 di Shevat, giorno nel quale è stato poi stabilito il capodanno degli alberi, il Rosh HaShanà Lailanot.

Come mai esiste questa differenza nella scelta della data tra le due scuole e come mai l’halachà è stata fissata secondo l’opinione di Bet Hillel?

Il grande maestro italiano del 1500, Rav Ovadya di Bertinoro, commentando questo passo della Mishnà insegna che questa data, il capodanno degli alberi, serviva da spartiacque per il calcolo dei frutti maturati che andavano inseriti nel calcolo della decima per un anno o il successivo. In questo commento, però, non troviamo nessuna spiegazione rispetto alla diversità di opinione tra le due scuole ed i due maestri. Continue reading “Tu B’Shvat – Potenzialità e impegno”

Il nostro libro “Hai radici ebraiche?” ora anche in italiano! Si può scaricare gratuitamente!

Ti sei mai chiesto se hai radici ebraiche? C’è una tradizione familiare che sembra inusuale e non sai da dove venga? Forse il tuo cognome è simile a quello di altri antichi cognomi ebraici?

Shavei Israel è qui per aiutarti. Abbiamo pubblicato anche IN ITALIANO la nostra prima guida pratica alla riscoperta delle radici ebraiche. Il nuovo libro, che conta 109 pagine, disponibile in formato digitale ebook gratuito, è intitolato semplicemente “Hai radici ebraiche?”

I nove capitoli rispondono alle più importanti domande che ci si pone all’inizio di un percorso di riscoperta delle proprie radici. Si parla di come condurre una ricerca genealogica (incluso come accedere agli archivi dell’Inquisizione spagnola, quando e se è il caso), quali cognomi sono più probabilmente ebraici nelle diverse parti del mondo (se sei di Palma di Mallorca e il tuo cognome è Segura, allora ci sono buone probabilità che tu abbia radici ebraiche), più informazioni sugli usi ebraici “nascosti” (come l’accensione delle candele, le tradizioni del lutto, la preparazione della challah), l’organizzazione geografica e storica.

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Hanukkà con Rav Pinhas Punturello – Lezione 2

La seconda della serie di lezioni dedicate a Hanukkà, tenute dal nostro emissario per l’Italia.

Questa volta si tratta di una riflessione registrata, ma si potrà parlarne con il Rav alla  prossima lezione online da Gerusalemme, del 20 dicembre 2016.

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Hanukkà con Rav Pinhas Punturello – Lezione 1

Ecco qui la registrazione della prima lezione di Rav Punturello su Hanukkà, che il nostro emissario tiene i martedì online, dal 6 al 20 dicembre 2016.

Per ascoltare l’affascinante racconto e la discussione che ne è seguita, basta guardare il video qui sotto.

Hag Hanukkà Sameach a tutti!!

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Parashat Lech Lechà – Va verso ciò che sei

La Torà adotta un approccio deduttivo della Creazione. Mentre progrediamo nei suoi capitoli si specifica sempre di più l’oggetto della sua attenzione. Quando giungiamo alla parashà di Lech lechà, dove ci troviamo adesso, tutto sembra dire che ciò che precedeva era preparato per introdurci alla scena dell’apparire di Abramo. Il Talmud spiega che il padre di Abramo era un fabbricante di idoli, oggetti di culto materiale, e che contro questi idoli Abramo focalizza la sua ribellione. Abramo non accetta il culto “orizzontale” e l’idolatria estremamente diffusa nella sua epoca e di fatto cerca di superarla, scegliendo per se stesso la ribellione e la spiritualità e, a sua volta, è scelto da Dio per “trovare” il monoteismo.

Il Signore disse ad Abramo: «Vai via dal tuo paese, dai tuoi parenti e dalla casa di tuo padre, e va’ nel paese che io ti mostrerò»”.Prima di tutto: “Vai via”, vai per te, cerca te stesso e la tua identità. Per poter raggiungere ciò dovrai abbandonare “la tua terra”, la terra dei tuoi beni materiali, “il tuo parentado”; dovrai separarti da tutto ciò che hai ricevuto per via emozionale, dalla matrice che ti è stata impressa sin dall’istante della fecondazione e dai tuoi legami affettivi; dalla “casa di tuo padre”, dalla cultura, dalla civiltà e da tutta la struttura morale ed intellettuale in cui sei vissuto fino ad adesso.

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