Programma Marathon Chanukah in Cile

La comunità Chazon Ish di Santiago, in Cile, ha tenuto una giornata di maratona di studio della Torah prima di Chanukah. Il programma dell’ intera giornata includeva attività e apprendimento per tutte le età, comprese le leggi di Chanukah con Gil Kalinka; studio della porzione settimanale della Torah con Rabbi Latapiat e Rebbetzin Esther Miriam Latapiat; uno studio passo dopo passo sulle preghiere quotidiane e sui mestieri speciali di Chanukah per i bambini.

Il programma, in collaborazione con Shavei Israel, è stato ben frequentato e il feedback ricevuto è stato del tutto positivo.

La benedizione sul pane

Terza parte

La benedizione Hamotzì che si recita sul pane all’inizio del pasto, dispensa dal dover recitare altre benedizioni per tutto ciò che si mangia o che si beve nel corso dello stesso pasto. È considerato facente parte del pasto, tutto quello che si può accompagnare al pane, anche se poi non lo si mangia con esso. Tuttavia, se durante il pasto si beve del vino, occorre recitare la benedizione:

“Baruch Attà Hashem, Elokenu Melech ha’Olam borè perì haghefen”

Benedetto sii Tu Signore, Dio nostro Re del mondo che crei il frutto della vite

Ciò dipende dal fatto che il vino è considerato una bevanda particolarmente importante.

Si deve recitare la benedizione anche per i cibi che si assumono nel corso del pasto ma che generalmente non si mangiano con il pane come, ad esempio, dessert e frutta.

Un cibo è considerato parte integrante del pasto se lo si usa mangiare assieme al pane oppure se lo si mangia per saziarsi. Ad esempio, sono considerati parte integrante del pasto la carne, il pesce, le uova, le versure, i formaggi, le minestre, la pasta e in generale i cibi salati. [1]

Abbandonare il luogo del pasto

Durante un pasto, non si deve lasciare il luogo dove si ci trova o uscire di casa; non si può fare ciò neppure quando si avesse intenzione di tornare per terminare il pasto. Se alcune persone stavano mangiando assieme e in seguito qualcuno si fosse allontanato lasciando un commensale al proprio posto, chi si fosse allontanato, quando tornasse per riprendere a mangiare, non dovrebbe recitare alcuna benedizione perché, grazie a quell’unica persona rimasta a tavola, l’uscita non è considerata un’interruzione del pasto.


[1] Halachà illustrata, Hilchot Berachoth, volume 2. Moise Levy Editore, Milano, 2014

La benedizione sul pane “Hamotzì”

Seconda parte

Ogni qualvolta una persona desideri mangiare un pezzo di pane (anche molto piccolo) dovrà prima recitare la seguente benedizione:

“Baruch Attà H. Elokenu Melech haolam hamotzy lechem min haaretz”

Benedetto sii Tu o Signore, Dio nostro, Re del mondo che fai uscire il pane dalla terra. 

Nel momento in cui la si recita, si dovrebbe tenere il pane in mano in modo che tutte e dieci le dita lo tocchino. Esse, sono in corrispondenza delle dieci parole contenute nella benedizione[1].

Dopo aver recitato la benedizione si intinge il pane nel sale e il primo a mangiare sarà colui che ha benedetto, successivamente la moglie ed infine tutti i commensali. È una mitzvà avere del sale sulla tavola, poiché essa è paragonata all’altare sul quale venivano fatti i sacrifici nel tempo in cui c’era il Tempio. E poiché sull’altare mai doveva mancare il sale, così anche oggi, quando recitiamo la benedizione sul pane, facciamo in modo che il sale sia sempre presente. 

È preferibile recitare la benedizione su un pane intero o su una porzione abbondante. Pertanto non si taglia il pane prima di aver recitato la benedizione. 

L’Hamotzì e le misure

Altre due benedizioni, sono strettamente connesse alla benedizione del pane, ovvero:

  • Netillat Yadaim (prima di mangiare il pane)
  • Birchat haMazon (dopo aver terminato il pasto)

Per quanto riguarda queste due benedizioni si fa riferimento al quantitativo di pane che si desidera mangiare. Ovvero, se una persona desidera mangiare un quantitativo di pane inferiore a 56 gr[2].Kabeitzà (volume di un uovo), dovrà compiere l’azione del lavaggio delle mani, ma non dovrà recitare la benedizione. Se invece, mangerà un quantitativo inferiore di 28 gr. Kezayt (volume di una oliva), non dovrà recitare la birkat haMazon.

Netillat Yadaimmeno di 56 gr.Azione, senza berachàpiù di 56 gr.Azione con berachà
Birchat haMazonmeno di 28grNon recito la birchat hamazonpiù di 28gr.Recito la birchat hamazon

[1] Shulchan ‘Aruch 167

[2] Non si fa riferimento al peso del pezzo di pane, ma al volume.

Le benedizioni della tavola ebraica

Netilat Yadaim e Hamotzy (abluzione delle mani e la benedizione su pane)

Parte 1

Apriamo ora l’argomento inerente al lavaggio delle mani prima di mangiare il pane e alla benedizione sul pane. Ogni qualvolta una persona desideri mangiare il pane, deve necessariamente seguire questo iter:

Netilat Yadaim2 – Hamotzy3 – Birkat hamazon
Lavaggio delle maniBenedizione sul paneBenedizione finale. Al termine del pasto si ringrazia il Signore mediante questa benedizione. 

Andiamo ora ad analizzare ogni singolo passaggio.

  1. Netillat Yadaim

La netillat yadaim deve essere eseguita con un recipiente integro, senza fori e col margine superiore privo di intaccature. È necessario che il Kelì (recipiente) possa contenere almeno la quantità di 86 cc. di acqua. Prima di eseguire la netilat Yadaim, è fondamentale che le mani siano già pulite e che non vi sia nessun oggetto che possa fare separazione tra l’acqua e le mani, ad esempio anelli.

 In seguito, riempio il kelì e inizio a versare l’acqua su tutta la mano, partendo dal polso. È bene iniziare versando l’acqua sulla mano destra prima di versarla sulla sinistra.

Su ogni mano dovrò versare almeno 86 cc. (1 reviit) di acqua in una sola volta. Pertanto dovrò versare per due volte su ciascuna mano un reviit d’acqua.

Dopo aver completato l’abluzione,prima di asciugarsi le mani, si recita la seguente benedizione:

“ Baruch Attò Hashem Elokenu Melech ha’Olam Asher kiddeshanu Bemizvotav vetzivanu al Netillat Yadaim”

  • Benedetto sii Tu o Signore, Dio nostro, Re del mondo, che ci ha santificato con i suoi precetti e ci hai comandato di lavare le mani.

Dopo aver recitato la benedizione si asciughino le mani, e ci si affretti a recitare la benedizione sul pane. Da quando si inizia la netillat Yadaim fino a quando non si è mangiato il pane non si deve parlare o occuparsi di altro.

Morà Chana Grazia Gualano

Fonte: Kizzur Shulchan ‘Aruch, benedizioni

Recitare le benedizioni con concentrazione

Quando si recita una benedizione, bisogna prestare attenzione al significato di ogni singola parola che si sta pronunciando. Nel momento in cui una persona si appresta a recitarla e in particolar modo quando pronuncia il Nome del Signore, deve essere pienamente consapevole di ciò che sta facendo e del fatto che le sue parole sono rivolte all’ Eterno. Inoltre, in questo lasso di tempo, è assolutamente vietato occuparsi di altro, in modo da non dare l’impressione di dire del tutto casualmente una cosa che si considera priva di importanza[1].

Si raccomanda di recitare la benedizione a voce alta sia perché questo contribuisce a tenere desta l’attenzione e sia per far uscire d’obbligo coloro che non la sanno recitare da soli. Nel momento in cui la si pronuncia, non si deve avere nulla in bocca, qualora avesse introdotto del cibo senza recitare la rispettiva benedizione, se può, lo deve togliere, dire la relativa benedizione e poi rimetterlo in bocca. Se il cibo introdotto non fosse più in condizione di essere estratto e poi mangiato nuovamente, lo si metta da un lato della bocca e poi la si pronunci[2]. Come espresso nel salmo 71, 8: ‹‹possa la mia bocca essere colma della Tua Lode›› a significare che la bocca deve contenere soltanto la benedizione del Signore e null’altro.

Colui che recita una benedizione con attenzione e concentrazione si rafforza nella propria fede, poiché ognuna di esse lo fortifica nel Signore dal quale dipende ogni cosa, senza il Suo consenso e le Sue direttive, nulla esisterebbe al mondo.

Morà Chana Grazia Gualano


[1] Shulchan Aruch 191,

[2] Shulchan Aruch 172

Hilchot Berachot

Premessa

Esprimere gratitudine al Signore

Iniziamo lo studio delle benedizioni (berachoth in ebraico) che si recitano prima di mangiare, quando si trae giovamento di qualcosa, prima di compiere delle mitzvoth o in speciali occasioni.

Qual è lo scopo delle benedizioni? Esprimere gratitudine al Signore.

Nel momento in cui pronunciamo una benedizione riconosciamo che tutto il mondo e tutto ciò che è in esso è un dono del cielo. Recitare una benedizione ci aiuta a riconoscere le meraviglie della creazione, a elevarci dalla routine quotidiana portandoci a un livello di vita piena di motivazioni e significati. È il nostro modo di dire grazie. I nostri Maestri ci hanno insegnato che un uomo non può trarre beneficio da nulla in questo mondo senza benedire Dio e chiunque ne goda senza la dovuta benedizione, commette un sacrilegio, perché sarebbe come se si servisse (senza autorizzazione) di qualcosa di consacrato perché è scritto (sal. 24,1) ‹‹al Signore appartiene la terra e tutto ciò che contiene››.

Le benedizioni si suddividono in tre categorie:

Birkot hanehenim Birkot hamitzvot Birkot hashevach
Si recitano prima di godere di qualcosa come, ad esempio, prima di mangiare , di bere, di odorare un profumo Si recitano prima di compiere un mitzvà(precetto) come, ad esempio, prima di accendere i lumi dello shabbath(sabato), prima di agitare il lulav ecc. Benedizioni di lode. Ringraziamo e lodiamo il Signore per la sua bontà e grandezza come, ad esempio la guarigione per una malattia, per le cose nuove ecc.

Morà Chana Grazia Gualano

Sukkot nel mondo

La scorsa settimana tutto il mondo ebraico, in Israele e in diaspora, ha celebrato Sukkot, uno dei “shalosh regalim”, i tre pellegrinaggi festivi. L’uso è di sedersi nella sukkà, una capanna temporanea usata durante la settimana della festa per dormire e consumare i pasti.

Shavei Israel è stata felice di ricevere centinaia di foto da diverse parti del mondo e dalle varie comunità con le quali lavoriamo, e vedere la gioia con la quale i nostri fratelli costruiscono la loro sukkà per poi mangiare lì dentro insieme. In queste immagini che seguono vogliamo farvi vedere le più belle immagini dei Bnei Menashe in India e ISraele, così come gli Igbo della Nigeria.

Bnei Menashe, Manipur

Bnei Menashe, Israel

Nigeria

America Latina

Nessun’altro ci ha inviato così tante meravigliose foto quanto le comunità Bnei Menashe in America Latina! Le comunità del Cile, Ecuador, Guatemala, Venezuela e tanti altri paesi, hanno condiviso le foto delle loro sukkot, dei loro pranzi e celebrazioni, assieme a preghiere di Chol HaMoed (giorni intermedi) tra Sukkot e Hoshana Rabba. 

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