Una storia personale: Angel Joselito Lombeida Toledo dall’Ecuador

Lavoriamo con tante comunità in tutto il mondo e vi presentiamo una serie di biografie delle persone del luogo che ci aiutano come volontari. Questi generosi individui organizzano per noi le attività nel migliore dei modi, e raggiungono così un maggiore numero di persone nelle loro regioni. Una di queste persone è  Angel Joselito Lombeida Toledo di Guayaquil, in Ecuador.

La comunità Beit Toldot di Guayaquil è costituita da circa 10 famiglie, che hanno deciso di riconnettersi alle loro radici ebraiche sotto la supervisione di Rav Shimon Yehoshua, emissario di Shavei Israel in Colombia. I Bnei Anusim di Guayaquil conducono una vita tradizionalmente ebraica e fanno del loro meglio per rispettare la Torah e i suoi comandamenti, studiare il Talmud e i testi sacri ebraici, celebrare le feste ebraiche e rafforzare la loro connessione con la Terra d’Israele.

Angel, è una di queste persone, si è interessato all’ebraismo dopo avere letto un articolo, sapendo già che i suoi antenati erano arrivati dalla Spagna ed erano discendenti di ebrei. Ha cominciato a studiare le sue radici ed è riuscito a convertirsi assieme a tutta la sua famiglia, davanti ad un tribunale rabbinico a Barranquilla. Grazie al supporto di Shavei Israel, Angel ha avuto l’opportunità di visitare la Colombia e studiare presso la comunità Beit Hillel a Bogotà, dove ha accumulato molto sapere ed esperienza. Attualmente sta lavorando duro per incrementare la vita ebraica nella sua città natale e mantenere la sua connessione con Shavei Israel.

Angel ha dichiarato: “Questa è l’opportunità per i Bnei Anusim di ritornare alle loro radici e ricongiungersi con il loro passato, attraverso la preparazione e la perseveranza nella vita comunitaria”.

Una storia personale: Isaac Muñoz dal Messico

Lavoriamo con molte realtà in tutto il mondo e vogliamo condividere con voi le incredibili storie dei membri di queste comunità che ci rappresentano come volontari. Questi generosi individui ci aiutano ad organizzare le nostre attività nel miglior modo possibile, per raggiungere ancora più persone nelle aree dove risiedono. Una di queste persone è Isaac Muñoz dal Messico, capo di una comunità locale Bnei Anusim di Beit Moshe.

La comunità Beit Moshe in Messico è molto vivace e pronta a svilupparsi, rafforzando la sua connessione con l’ebraismo e le tradizioni ebraiche. Hanno già un mikveh e sono in contatto con Rav Elisha Salas, per consultazioni riguardo alle regole della vita ebraica. Isaac sottolinea come il loro scopo sia di avvicinarsi al percorso della Torah e trovare opportunità per una conversione in loco tramite un Beit Din (tribunale rabbinico) ortodosso.

Nelle foto, Isaac con un altro membro della comunità, e una bellissima funzione di Sukkot nella comunità messicana.

I profili di Shavei Israel: Miquel Segura Aguilo di Maiorca

Continuiamo a condividere con voi le storie delle persone senza le quali le attività di Shavei Israel non sarebbero così efficaci. Lavoriamo insieme per riconnettere gli ebrei e i discendenti di ebrei alle loro radici, grazie ai nostri rappresentanti e leader delle comunità in tutto il mondo. Uno di questi è Miquel Segura Aguilo di Maiorca, un Chueta ritornato all’ebraismo, giornalista e vice presidente della comunità ebraica alle Baleari. Oltre al suo impegno per rafforzare, supportare e sviluppare la sua comunità, ha investito tempo e conoscenza nel preservare il passato del suo popolo, pubblicando un affascinante libro dove narra la storia degli Chuetas.

La presentazione del libro “I Chuetas: una storia non conclusa”, si è svolta la settimana scorsa nella sinagoga di Palma di Maiorca, alla presenza di più di 60 persone. Molte di queste sentono una connessione personale alla storia narrata: la comunità Chuetas ha preservato in segreto le tradizioni ebraiche per secoli e adesso si trova in un periodo di rafforzamento sempre più solido della fede dei propri antenati. Lo scrittore ha fatto notare come la storia degli Chuetas sia divisa in due parti: la prima dal 1994 al 2003 quando Miquel ha conosciuto Michael Freund e il progetto di Shavei Israel, mentre la seconda dal 2003 fino ad oggi, quando lui assieme a molti altri amici hanno iniziato il loro formale processo di conversione e ritorno all’ebraismo.

Miquel ha spiegato come mai ha scelto il centro di Shavei Israel a Maiorca per la presentazione: senza una sinagoga, una comunità ebraica e l’ebraismo descritti nel libro non avrebbero avuto luogo. Apprezza molto il ruolo che Shavei Israel ha svolto nella sua vita e ci ha detto che per lui l’organizzazione gli ha aperto le porte per tornare alle proprie radici e al suo popolo.

Le storie personali dei Bnei Anusim: un nuovo progetto del Centro Ma’ani

La scorsa settimana il Centro Ma’ani di Shavei Israel, a Gerusalemme, ha lanciato una nuova serie di conferenze per i Bnei Anusim e per tutti quelli affascinati dalle loro incredibili storie. Una volta al mese, i partecipanti condivideranno le loro esperienze personali per quanto riguarda la ricerca delle proprie radici ebraiche e del ritorno all’ebraismo nello Stato Ebraico.

Il primo incontro ha visto una grande partecipazione del pubblico, studenti del nostro Machon Miriam inclusi. A parlare è stata Leya Chaya Israel, che ha fatto Aaliyah 5 anni e mezzo fa dalla Spagna. Nata ad Alicante, ha iniziato ad interessarsi alle tradizioni ebraiche dopo avere partecipato ad un seminario di Shavei Israel a Barcellona, continuando a studiare con Rav Nissan Ben Avraham, all’epoca nostro emissario a Palma di Maiorca.

Vi aspettiamo a Gerusalemme per ascoltare con noi queste meravigliose storie di vita!

“Hai radici ebraiche” in cartaceo

Shavei Israel ha appena pubblicato la versione cartacea del nostro libro “Hai radici ebraiche?”.

Dal libro si può scoprire se si hanno radici ebraiche nella propria famiglia. Si trovano anche indicazioni di ordine pratico su come cercare e avere una significativa esperienza durante questo interessante processo personale.

Il libro si può acquistare al costo di 10 dollari americani, contattando i nostri uffici a Gerusalemme. Via mail office@shavei.org, oppure telefonando al numero +972-02-6256230.

Restiamo a Vostra disposizione! E buona lettura!

Una conferenza su Dona Gracia

La scorsa settimana, il Ma’ani Center di Shavei Israel a Gerusalemme, ha organizzato una conferenza aperta a tutti sulla vita e la personalità di Dona Gracia Mendes Nasi, una delle più ricche e interessanti donne dell’Europa Rinascimentale.

Durante l’incontro, tenuto dall’autore Giorra Barak, è stato presentato il suo ultimo libro, “Gracia da Lisbona”, dove si racconta la storia della giovane Dona Gracia, la cui famiglia è stata forzatamente convertita al cattolicesimo. Sullo sfondo, ovviamente, la storia della comunità ebraica iberica, prima e dopo l’Espulsione del 1492.

In questo e nei prossimi libri, l’autore avvicinerà al lettore l’incredibile storia dei Bene Anusim e racconterà del ruolo significativo che i rappresentanti di questa comunità hanno avuto nella storia mondiale.

Sulle rovine di una sinagoga in Calabria, il primo matrimonio ebraico in 1500 anni

Questo articolo è apparso su Arutz Sheva, ecco qui la nostra traduzione.

Per la prima volta in più di 1500 anni, le rovine di una sinagoga risalente al IV secolo, in Calabria, hanno fatto da sfondo per un matrimonio ebraico.

Roque Pugliese e Ivana Pezzoli, ambedue di origini Bene Anusim (discendenti degli ebrei del Regno spagnolo, forzatamente convertiti al cattolicesimo durante l’Inquisizione), si sono sposati la scorsa settimana sotto la chuppà (baldacchino nuziale) in una cerimonia emozionante e unica sul sito della sinagoga, la seconda più antica mai ritrovata in Europa.

I genitori del dottor Pugliese hanno nascosto le loro radici ebraiche durante la sua infanzia in Calabria e Argentina. Dopo avere riscoperto le sue radici, Pugliese ha deciso di fare un ritorno formale all’ebraismo con l’assistenza di Shavei Israel.

Mentre la dottoressa Pezzoli è cresciuta con alcune tradizioni ebraiche in famiglia, anche se non ne conosceva il motivo. Dopo avere fatto ricerche approfondite, ha scoperto di avere antenati ebrei e ha iniziato a studiare intensamente l’ebraismo per più di otto anni prima di fare una conversione formale.

Pugliese e Pezzoli, ambedue medici nell’ospedale della località dove risiedono, adesso vivono da ebrei osservanti.

Il matrimonio è avvenuto martedì 4 giugno, nell’area archeologica adiacente a Bova Marina, dove sono stati ritrovati i resti di una sinagoga nel 1983, durante l’asfaltamento di una strada. Sono venuti anche alla luce un mosaico policromo con la rappresentazione di una menerà, uno shofar, un lulav ed un etrog, così come le nicchie di un Aron HaKodesh, detto Arca per contenere i rotoli di Torà. Le rovine sono rivolte a Gerusalemme, ovviamente. Pugliese e Pezzoli hanno scelto il parco archeologico proprio per onorare i propri antenati.

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Fernando Flores Castaneda e il suo aiuto alla comunità ebraica in Guatemala

Il team internazionale di Shavei Israel include capi delle comunità e volontari che cercano di organizzare il nostro lavoro nel modo più effettivo possibile, cercando di migliorare la qualità della vita ebraica nelle comunità sparse in tutto il globo. Vi presentiamo Fernando Flores Castaneda dal Guatemala, attuale presidente del Shaar Hashamaim Jewish Zionist Center di Guatemala City.

Fernando, 44 anni, lauree in amministrazione d’imprese, economia e teologia, unisce il suo lavoro nella più grande catena di negozi di ottica dell’America Latina con il gestire progetti ebraici in città. Nel 2005, assieme alla sua famiglia e agli amici, ha decido che l’ebraismo era il percorso della sua vita.

“Non è stato un viaggio facile, ma abbiamo resistito”, ricorda. Da allora si è sposato e ha avuto due figli, Yosef e Beniamino.

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Una storia Bnei Anusim: due cucine ma nessuno ne conosceva il motivo

Arutz Sheva ha intervistato Sarah Israel, una discendente di “marrani” (gli ebrei forzatamente convertiti al cattolicesimo durante l’Inquisizione), che ha trovato la sua strada di ritorno all’ebraismo in Spagna.

Sarah ha raccontato di come sua madre abbia fatto una lunga ricerca spirituale attraverso diverse religioni, trovandosi soddisfatta solo nell’ebraismo. A quel punto anche Sarah ha seguito i suoi interessi. Si trovò così a partecipare ad uno Shabbat organizzato dall’emissario di Shavei Israel in Spagna.

“A quell’incontro ho sentito parlare dei Bnei Anusim”, ci dice, “ma ancora non sentivo nessuna connessione tra i cosiddetti marrani, me e la mia famiglia.” All’epoca voleva solo unirsi al popolo ebraico come Ruth la Moabita, ma durante la serata si iniziò a parlare delle tradizioni e degli usi ebraici, in particolare di quelli tramandati tra i Bnei Anusim di generazione in generazione.

E così si ricordò di alcuni usi tipici della sua famiglia, come spaccare un bicchiere durante i matrimoni, cosa che nessuno in famiglia riusciva a spiegare. Sarah si ricordò anche di come in casa di sua nonna ci fossero due cucine, senza una valida ragione. Quando la nonna morì la appoggiarono per terra. Successivamente, parlando con i dipendenti delle inumazioni ebraiche di Madrid, venne a sapere che anche questo è un uso ebraico per quelle persone che muoiono in casa.

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Le comunità di Shavei Israel celebrano il Giorno dell’Indipendenza di Israele

La scorsa settimana, le comunità di Shavei Israel hanno celebrato il 71esimo compleanno di Israele, il Giorno dell’Indipendenza, e hanno condiviso con noi foto delle attività e dei festeggiamenti.

Bnei Menashe

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