Antichi arnesi per la cucina: una testimonianza dal passato

Fino alla fine degli anni ’80 nei villaggi della Russia, come Vysoky, si usavano le stufe in muratura per la preparazione del cibo e il riscaldamento della casa. La stufa russa trattiene il calore per molto tempo, cosa che si abbina perfettamente alle leggi ebraiche e alla necessità di rispettare lo Shabbat. Questo ha aiutato molto gli ebrei Subbotnik della Russia.

Nella preparazione dei pasti di shabbat, delle feste ebraiche, della matzà di Pesach e per ogni necessità quotidiana, gli abitanti di Vysoki usavano degli arnesi fatti a mano da loro stessi, simili a quelli usati dai contadini russi per un migliaio di anni. Come parte della ricerca svolta dal Centro Maani di Shavei Israel siamo felici di presentarvi alcuni di questi arnesi. Oggi sono conservati presso il Museo di Storia degli Ebrei Subbotnik a Vysoki, così come in case private.

Vediamo matterelli vari, coltelli e altri arnesi per tagliare, pale per infornare e così via. Speciale attenzione va rivolta alla pestrilka, uno strumento usato per fare i buchi nella matzà, preparata per tutto il villaggio.

La determinazione di una piccola comunità ebraica in Guatemala

La comunità Shaar Hashamaim del Guatemala, creata grazie ad una iniziativa locale, ha unito persone di diverse età e origini determinate a mantenere le tradizioni ebraiche, senza essere collegati a comunità più grandi presenti nel paese.

Oggi la comunità è composta da circa 15 famiglie e offre ai suoi membri una vasta gamma di corsi e attività, quali studi ebraici, eventi comunitari e incontri all’aperto, preghiere e funzioni festive. Fornisce anche ai residenti cibo casher, libri ebraici e servizi religiosi di base. Ma finora c’era un grande problema: i membri della comunità vivono troppo lontano per potersi unire nella preghiera dello shabbat, senza infrangere la regola della non guida nel giorno di riposo.

Per migliorare quindi la qualità della vita ebraica, si è deciso di costruire un edificio che includa una sinagoga, un centro di studi ebraici, un ristorante, camere da letto, un appartamento per il rabbino e un mikve.

“Tempo e risorse vengono investite per aiutare le famiglie a riunirsi presso il centro il venerdì, per onorare lo shabbat con tutta la comunità”, ci spiega Fernando Flores Castañeda, rappresentante di Shavei Israel in Guatemala. “Per me, mia moglie, i miei figli e per tutti i membri della comunità Shaar Hashamaim, è stata, è e sarà una porta che ci ha consentito di riunirci come popolo di Israele e di vivere l’ebraismo in ogni aspetto delle nostre vite. E’ la porta che ci ha aiutati a connetterci con la Torah e con Dio stesso.”

Altri membri della comunità condividono l’entusiasmo di Fernando: “Shaar Hashamaim è il compimento di un sogno, che anni fa sarebbe stato difficile da immaginare” dice Alfredo Gutierrez. “Il desiderio di ritornare alla nostra tribù, al popolo dal quale i nostri antenati si sono dovuti allontanare a causa di drammatiche circostanze, oggi si è avverato. La comunità è la nostra famiglia, studiamoinsieme Torà e Halachà, ci prepariamo alla celebrazione di ogni shabbat e festa. E’ molto bello potere incontrare altre famiglie in situazioni simili alla nostra, condividendo lo stesso scopo: vivere una vita ebraica in tutta la sua pienezza.”

Come dimostrano le foto in basso, il processo di costruzione è in pieno sviluppo, ma molto ancora c’è da fare. Se vuoi fare la differenza, unisciti a noi e supporta la comunità Shaar Hashamaim donando a questo progetto.

Sukkot nel mondo

La scorsa settimana tutto il mondo ebraico, in Israele e in diaspora, ha celebrato Sukkot, uno dei “shalosh regalim”, i tre pellegrinaggi festivi. L’uso è di sedersi nella sukkà, una capanna temporanea usata durante la settimana della festa per dormire e consumare i pasti.

Shavei Israel è stata felice di ricevere centinaia di foto da diverse parti del mondo e dalle varie comunità con le quali lavoriamo, e vedere la gioia con la quale i nostri fratelli costruiscono la loro sukkà per poi mangiare lì dentro insieme. In queste immagini che seguono vogliamo farvi vedere le più belle immagini dei Bnei Menashe in India e ISraele, così come gli Igbo della Nigeria.

Bnei Menashe, Manipur

Bnei Menashe, Israel

Nigeria

America Latina

Nessun’altro ci ha inviato così tante meravigliose foto quanto le comunità Bnei Menashe in America Latina! Le comunità del Cile, Ecuador, Guatemala, Venezuela e tanti altri paesi, hanno condiviso le foto delle loro sukkot, dei loro pranzi e celebrazioni, assieme a preghiere di Chol HaMoed (giorni intermedi) tra Sukkot e Hoshana Rabba. 

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Regali di Rosh HaShanà per le comunità di Shavei Israel nel mondo

Per le feste, Shavei Israel ha provveduto a rifornire le sue comunità in diverse parti del mondo con regali adatti alle celebrazioni in corso.

Tra questi, gli ebrei polacchi di Lodz, Danzica e Breslavia hanno ricevuto nuovissimi machzorim (libri di preghiere) per le Grandi Feste.

Inoltre, la catena di supermercati israeliana Supersol ha donato 60mila shekel in buoni spesa a Shavei Israel, da distribuire tra i Bnei Menashe, Bnei Anusim e Ebrei Subbotnik immigrati in Israele, per rendere le loro feste un po’ più dolci.

Festeggiamenti di Rosh HaShanà in tutto il mondo!

Questa settimana le comunità di Shavei Israel in tutto il globo, assieme a tutto il mondo ebraico, hanno celebrato il nuovo anno 5780 – Rosh HaShanà. Dall’Ecuador alla Colombia, dal Portogallo alla Polonia, si sono riuniti nelle sinagoghe e nei centri comunitari per ascoltare il suono dello shofar e partecipare ai pasti comunitari, assaggiando i “simanim” di Rosh HaShanà – cibi speciali che simboleggiano l’arrivo dell’anno nuovo.

Shavei Israel augura a tutti un buon anno, pieno di successi, prosperità e ispirazione.

Chile, comunità Chazon Ish

Ecuador, Ambato

Cucuta, Colombia

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Shavei Israel pubblica il primo “birkon” in cinese!

Gli ebrei Kaifeng sono una antica comunità ebraica con una storia ricca e drammatica. Oggi sempre più discendenti sono interessati allo studio del loro patrimonio culturale e spirituale. Pe rafforzare questa unione con l’ebraismo e lo Stato Ebraico, Shavei Israel ha deciso di pubblicare il primo birkon (libro di preghiere) in cinese mandarino. Il volume include uno kiddush per shabbat, benedizioni e canzoni, per aiutare le comunità di lingua cinese a mantenere viva la connessione con la tradizione ebraica.

L’introduzione del birkon è stata redatta dal fondatore e presidente di Shavei Israel, Michael Freund, assieme a Rav Chanoch Avitzedek, focalizzandosi sull’importanza dei precetti dello shabbat. La traduzione è stata curata dal coordinatore di Shavei Israel per gli ebrei Kaifeng, Eran Barzilay, con l’aiuto di quei membri della comunità che hanno già fatto un formale processo di conversione e aliyà in Israele.

Se la tua lingua madre è il cinese e vorresti avere una copia, puoi ordinare il volume alla pagina Shavei bookstore.

Iniziano le Selichot

Le Grandi Festività Solenni dell’ebraismo sono in arrivo, inizia così la speciale tradizione di recitare le Selichot (preghiere da leggere insieme per chiedere il perdono Divino). Le Selichot si dicono ogni giorno fino alla fine delle Festività Solenni, che iniziano con Rosh HaShanà (il capodanno ebraico), continuano con Sukkot (la festa delle capanne) e si concludono per Yom Kippur (il giorno dell’espiazione). La tradizione sefardita vuole che si inizi la lettura un mese prima delle feste, mentre quella ashkenazita il sabato sera prima di Rosh HaShanà.

I Bnei Menashe, che in generale seguono la tradizione sefardita, si sono svegliati all’alba ultimamente, per recitare le Selichot. Queste consistono di speciali preghiere e poesie in vista delle feste, nelle quali si chiede il perdono dell’Altissimo.

Nelle foto, l’inizio delle Selichot al Merkaz Shavei Izrael, ad Aizawl nella regione del Mizoram nell’India nord-orientale.

Il seminario della Gioventù Ebraica in Nigeria

Gli Igbo sono uno dei gruppi etnici più numerosi della Nigeria. Tra questi vi è una minoranza di 4mila persone circa che praticano l’ebraismo e si definiscono discendenti di una delle Tribù Perdute di Israele. Ne avevamo già scritto nei nostri articoli.

Questa settimana la Nigeria ospiterà un seminario di sette giorni della Gioventù Ebraica, che comprenderà conferenze, lezioni di ebraico e Torah, attività durante Shabbat. L’emissario di Shavei Israel Gadi Bentley, prenderà parte a questi incontri.

E qui il programma

Vi sono circa 70 comunità ebraiche in Nigeria, fondate in periodi e circostanze diverse, ma la prima e più grande comunità di Lagos esiste oramai da più di 20 anni. Solitamente, questi luoghi comunitari hanno minimo uno spazio dedicato alla studio o una sinagoga dove ci si raccoglie per le funzioni di Shabbat.

Parleremo ancora di questo speciale evento, intanto una carrellata di foto dalla Nigeria.

L’Aliyà dei Bnei Menashe – la storia di Esther Haokip

Quest’anno Shavei Israel porterà un gruppo di 250 immigrati Bnei Menashe dall’India nord-orientale in Israele con l’aliyah. Tra questi vi è Esther Haokip, nativa del Manipur, molto emozionata di potere realizzare il suo sogno e ritornare alla terra dei suoi padri.

Questo autunno, dopo molti anni di attesa, Esther Haokip potrà finalmente abbracciare i suoi due nipoti, nati in Israele, che finora non aveva mai incontrato. Esther, una vedova, è membro della comunità ebraica Bnei Menashe, i discendenti di una delle Dieci Tribù Perdute di Israele, stabilitisi nell’India nord-orientale. Ha desiderato molto di potere fare aliyah e riabbracciare la sua famiglia in Terra Santa. Il giorno si sta avvicinando a grandi passi e con il vostro aiuto potremo renderlo reale.

Esther risiede nella regione indiana del Manipur, vicino al confine con il Burma e il Bangladesh. “Mio marito Yishai è mancato nel 2009 e il suo sogno di fare aliyah non si è mai realizzato”, ci dice. “Tuttavia, non ho mai abbandonato il mio sogno e la mia volontà di ritornare nella mia patria, la Terra d’Israele”, aggiunge.

Nel 2007, Esther con le lacrime agli occhi ha salutato sua figlia Chedva, che stava facendo aliyah. Rimasta bloccata in India, Esther non ha visto sua figlia per più di 12 anni. Non ha potuto partecipare al suo matrimonio nel 2011, e ancora non ha tenuto in braccio i figli di Chedva, i suoi unici nipoti.

Già nel 1998 i genitori di Esther, suo fratello e sua sorella, si erano trasferiti in Israele. “Sono molto felice per loto, ma mi mancano molto. Non ci siamo visti da 21 anni”, ci racconta.

La dolorosa lontanza di Esther dai suoi affetti è stata molto dolorosa per lei. E da quando suo marito è morto, si è occupata dei suoi tre figli che vivono con lei.

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La volontaria di Shavei Israel si è recata in Polonia

Shosh Chovav, volontaria di Shavei Israel, ha recentemente passato in Polonia due mesi, insegnando lingua e tradizioni ebraiche alla locale comunità ebraica. Shosh ha condiviso con noi le foto delle intense attività da lei organizzate a Lodz, durante gli ultimi due mesi. Tra queste lezioni di ebraico per i bambini, laboratori, incontri commoventi per i giovani israeliani che hanno visitato la città polacca, discussioni con i leader della comunità e infine una toccante cerimonia di sistemazione della mezuzà, a casa del presidente della comunità.

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