Parashà Naso – La Birkat Cohanim

Quando si arriva alla parashà di Naso indubbiamente la nostra attenzione viene catalizzata dalla presenza dalla formula della benedizione dei Cohanim, della Birkat Cohanim. Nei versetti che sono in Numeri 6,23-26: “Parla ad Aron ed ai suoi figli dicendo: Voi benedirete così i benè Israel, direte loro: “ Ti benedica il Signore
e ti protegga. Il Signore faccia brillare il suo volto su di te e ti sia propizio. Il Signore rivolga su di te il suo volto
e ti conceda pace. Così porranno il mio nome sugli Israeliti e io li benedirò”.

Esiste un bel midrash, Midrash Tanchuma, Nasò 8, che sottolinea come il popolo ebraico espresse il proprio disappunto quando sentì le parole di Dio: “Quando Israele ha sentito Kadosh Baruch Hu che diceva: “Così benedirete i figli di Israele” disse l’assemblea di Israele a Kadosh Baruch Hu: “Signore dell’Universo! Ai sacerdoti hai detto di benedirci? Ma noi non abbiamo bisogno che della tua benedizione e di essere benedetti dalla tua bocca, come è detto: sporgiti al di fuori del luogo della tua santità dal Cielo e benedici il tuo popolo Israele”.  Disse loro Kadosh Baruch Hu: Anche se l’ho comandato ai sacerdoti, sono io che sto in mezzo a voi e vi benedico, come è detto: “ E porrete il mio nome sui figli di Israele ed io li benedirò.” Continue reading “Parashà Naso – La Birkat Cohanim”

Shavuot – Sotto le ali di Dio

Accanto alla luminosa lettura della rivelazione della Torah (Esodo 19-20) che si legge la mattina del primo giorno di Shavuot pochi sanno che per la stessa festività esiste una abbinamento con un altro libro biblico, il libro di Ruth, una delle cinque meghillot  che come le altre quattro è stata legata ad un giorno di festività dai Maestri secondo questo schema: Cantico dei Cantici / Pesach, Qohelet (Ecclesiaste) / Sukkot, Esther / Purim, e Echà (Lamentazioni) / Tisha B’Av.
Chi era Rut? Ruth è la nuora moabita di una donna israelita di nome Naomi che si era trasferita con il marito ed i figli da Israele al paese vicino di Moav. Naomi, Ruth, e la cognata moabita Orpah restano vedove in un lasso di tempo molto breve ed allora Naomi, rimasta ormai sola senza marito né figli, decide di tornare in Israele ed invita le nuore a lasciarla,  a tornare alle proprie case ed a cercare nuovi mariti. Orpah, non sappiamo se per mera educazione, inizialmente afferma di voler seguire la propria suocera ma poi di fatto torna al suo popolo, mentre Ruth è decisa a restare con Naomi e zittisce ogni replica della suocera con queste parole: ” Ovunque andrai, andrò… il tuo popolo sarà il mio popolo e il tuo D.o è il mio D.o”. (Ruth 1:16)

Sulla base di questo impegno, che è in sé una dichiarazione di amore filiale ma anche una condivisione di cittadinanza, di fede, di identità e di storia, Rut segue Naomi e l’evolversi di questa storia meravigliosa che consiglio di leggere e studiare porta come risultato il matrimonio di Rut stessa con un uomo di nome Boaz, ebreo e parente del defunto marito di Rut: da questa unione nascerà la famiglia che sarà la linea di ascendenza del re David, il quale aveva Rut come antenata, una moabita che aveva abbracciato fede ed identità nazionale ebraica. Continue reading “Shavuot – Sotto le ali di Dio”

Parashà Behar Sinai – Che cosa è la libertà?

Esistono due parole bibliche per libertà. Una è chofshi/chofesh, חופש חופשי utilizzata con il precetto della libertà degli schiavi (come è scritto in Esodo 21, 2).  Questa stessa parola è usata nell’inno nazionale di Israele, Hatikva, che cita “i duemila anni di speranza di essere un popolo libero (עם חופשי בארצנו) nella nostra terra”.

L’altra parola è dror, דרור che viene usata nel contesto dell’anno del Giubileo, parola anche scolpita nella Campana della Libertà a Filadelfia: “Proclamate la libertà (dror דרור) in tutto il paese per tutti gli abitanti.” (Levitico. 25,10), che si trova esattamente nella parashà di Behar Sinai.

Il Dror è la libertà di movimento, di commercio, una libertà che ben si adatta ad una società che per la prima volta si affaccia alla vita collettiva in una nuova terra. Continue reading “Parashà Behar Sinai – Che cosa è la libertà?”

Parashà Emor – Il ruolo del sacro

Esiste un ruolo storico ed un ruolo contemporaneo ed invisibile del Cohen. Il ruolo storico è quello che conosciamo attraverso la Torá, rispetto alla sua presenza nel Bet HaMikdash, rispetto al suo essere persona fisica di incontro tra Dio e uomo, tra rito e Shechina otre la stessa ritualità.
In nome di questo ruolo i primi versetti della nostra parasha di Emor delimitano e definiscono lo spazio ben definito e ben delimitato che il Cohen ha per la propria vita privata sia in positivo che in negativo. Allo spazio del dolore il Cohen può concedere solo lo stretto ambito familiare ed allo spazio positivo come quello matrimoniale il Cohen può concedere solo gli spazi che la Torà delimita: il Cohen non può sposare una divorziata o  una ghioret.
È davvero difficile comprendere le richieste della Torá in questo senso perché è chiaro che a livello emotivo ci è difficile seguire la logica di una imposizione matrimoniale che impone al Cohen di non poter sposare una donna ebrea che sia divorziata o ghioret.

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Parashà Acharei Kedoshim – La Santità

Dalla parashà di Shemin, seguendo un cammino interpretativo interessante, ci ritroviamo a confrontarci con il concetto di santità all’interno di  vari aspetti del mondo ebraico: la kasherut, le regole alimentari, la santità della nascita in Tazrià, delle relazioni  sociali in Metzorà, delle abitazioni,  dei luoghi di vita.

“ Siate Santi, perché Io, il Signore vostro Dio, sono santo.” Levitico 19,2.

E’ interessante, in questo versetto, il cambio tra un comandamento al plurale, “Siate santi, (kedoshim)” e la contestualizzazione, al singolare, di questo stesso comandamento: “Perché Io il Signore vostro Dio, sono santo,(kadosh).”

Nella sua completezza il versetto recita: “Il Signore disse ancora a Mosè: “Parla a tutta la comunità degli Israeliti e ordina loro: Siate santi, perché io, il Signore, Dio vostro, sono santo.”

Alla santità unica, inimitabile ed irripetibile di Dio corrisponde un comandamento collettivo che richiama la santità della comunità, di tutta la comunità dei figli di Israele e ci invita ad ulteriori riflessioni.

Una santità che non è mai un richiamo astretto, ma passa per il cibo, per le relazioni intime, per ogni azione quotidiana con significato, li dove la Torà richiama alla santità come impegno e come luogo non sempre razionalmente comprensibile.  Continue reading “Parashà Acharei Kedoshim – La Santità”