Fondamentalmente Freund: Costruite un museo dell’aliyà

Negli annali della storia ebraica contemporanea, poche vicende sono così toccanti come il richiamo del nostro popolo alla propria Terra dai quattro angoli del globo.

Dalla rinascita dello Stato di Israele nel 1948, più di 3 milioni di immigrati sono giunti sulle sponde della Terra Promessa da più di 100 paesi del mondo. Alcuni sono giunti qui scappando dalle persecuzioni. Altri erano motivati dal sogno sionista o dalla religione, nella speranza di creare una vita migliore per sè stessi e per le proprie famiglie.

E ora, anche se Israele è stato costruito sull’aliyà, e continueremo a costruire, abbiamo tuttavia fallito nel preservare adeguatamente e narrare significativamente la storia del ritorno alla terra dei padri.

Ecco perchè credo sia tempo per lo stato ebraico di erigere un museo dell’Aliyà, dove si parlerà dell’erosimo e della lotta, dell’orgoglio che ha accompagnato lo storico ritorno in Zion.

Infatti, se ci guardiamo indietro, capiremo come i momenti più toccanti della storia della nostra nazione siano quelli in cui si è tentato di salvare le comunità in Diaspora. Ma, quanto apprezza e quanto conosce questi avvenimenti straordinari la nuova generazione? Continue reading “Fondamentalmente Freund: Costruite un museo dell’aliyà”

I Bnei Anusim: la scoperta della storia ebraica in America Latina

Ecco qui la traduzione dell’articolo del presidente di Shavei Israel, Michael Freund, per la sua rubrica “Fundamentally Freund” nel Jerusalem Post.

“Negli ultimi anni, un numero sempre maggiore di Bnei Anusim (discendenti degli ebrei sefarditi forzatamente convertiti al cattolicesimo secoli fa) ha iniziato a fare ritorno al proprio Popolo. A questo si è unito un numero crescente di speculazioni sul senso di questo fenomeno in America Latina.

Ma ora, grazie ai risultati di una nuova ricerca genetica, ogni dubbio è stato spazzato via. In un articolo pubblicato il 19 dicembre in Nature Communcations, un team internazionale di genetisti ha rivelato delle scoperte genetiche che hanno risuonato come un tuono.

Dopo avere analizzato campioni di 6500 individui nati tra Brasile, Cile, Colombia, Messico e Perù e averli confrontati con altri 2300 campioni di persone da tutto il mondo, i rinomati scienziati hanno concluso che circa il 23% della popolazione in America Latina abbia discendenza ebraica. In poche parole, significa che ci sono decine di milioni di persone di origine ebraica in tutto l’emisfero sud-occidentale.

Queste non sono fantasie o speculazioni. E’ una prova del fatto che Israele e il Popolo Ebraico abbiano adesso una opportunità unica di rimodellare le relazioni con il mondo che parla spagnolo e portoghese, tra questi il sempre maggiore numero di ispanici negli Stati Uniti.

Insomma, viene provato da questa ricerca che il gene ebraico sefardita è ben più esteso di quanto si pensasse finora. Dimostra come un gran numero di “conversos” o “marrani” sia fuggito in America Latina. Continue reading “I Bnei Anusim: la scoperta della storia ebraica in America Latina”

I Maccabei, il Monte, e Israele di oggi

La traduzione dell’articolo del nostro presidente Michael Freund pubblicato sul Jerusalem Post:

“Pochi giorni prima di Chanukkà, il Ministro degli Interni Gilad Erdan ha pronunciato un discorso che avrebbe reso orgogliosi i Maccabei.

Parlando alla Conferenza degli Affari Nazionali organizzata da My Israel nel Centro Menachem Begin di Gerusalemme, Erdan ha parlato della questione del Monte del Tempio e del diritto degli ebrei al culto in quel luogo, un tema chiaramente centrale per le feste che stiamo celebrando.

Anche se i media possono non averlo notato, i commenti di Erdan potrebbero segnalare l’inizio di una nuova politica, necessaria e molto attesa, che proclami una piena restaurazione dei diritti ebraici al sito più importante per la nostra nazione.

“Ho istruito la polizia affinché agisca in tutti i modi possibili per restaurare il nostro potere sull’area del Monte del Tempio, finora danneggiato” ha detto Erdan, “per permettere al maggior numero di ebrei di visitare il luogo più sacro per l’ebraismo”.
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Le urla silenziose delle vittime dell’Inquisizione in Sicilia

Nella Piazza Marina a Palermo, vicino al mare, si trova la raffinata struttura medievale che contiene tra le sue mura la terrificante testimonianza di uno dei capitoli più bui della storia europea.

Con le sue mura imponenti, da fortezza, il Palazzo Chiaramonte – meglio conosciuto come Steri – è uno dei luoghi più importanti della città, un luogo tormentato che molti avrebbero preferito dimenticare.

Dal 1601 al 1782 il luogo ha fatto da quartier generale alla “Santa Inquisizione”, un’istituzione che diede la caccia in maniera poco santa ai sospettati di eresia, settarismo e ovviamente ai giudaizzanti in segreto, detti anche cripto-ebrei.

Ma era molto di più di un ufficio amministrativo.

L’edificio ha celle dove venivano torturati i prigionieri dai zelanti inquisitori, che evidentemente non videro l’ironia nel squartare le carni in nome della fede, o di insozzare il loro spirito per la salvezza dell’anima.

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