Parashat Vayeshev

Gran parte della nostra storia ? stata plasmata dal conflitto tra Giuseppe ei suoi fratelli, che pu? essere fatto risalire a Giuseppe che raccontava ai suoi fratelli dei sogni che aveva sognato, in cui vide che si sarebbero inchinati a lui. Come racconta la Torah :

E Giuseppe fece un sogno e lo raccont? ai suoi fratelli, ed essi continuarono a odiarlo. Ed egli disse loro: “Ascoltate ora questo sogno, che io ho sognato: ecco, noi legavamo covoni in mezzo al campo, ed ecco, il mio covone si alz? e si alz? in piedi, ed ecco, i vostri covoni lo circondarono ] e si prostrarono al mio covone. ”

Tutto nella Torah ? preciso, la Torah ? precisa! L’ambientazione del sogno – i fratelli legano covoni di grano nel campo – ? stata scelta specificamente perch? raccogliere le spighe in fasci ? una metafora dello scopo dell’ebreo su questa terra.

Mentre guardiamo in giro per il mondo, spesso sperimentiamo che il mondo nasconde la verit? dell’unico D-o . Spesso ? una sfida sentire la presenza dell’unico D-o nel caos che ci circonda. Come ? nata questa disconnessione? Con quale processo l’unit? si scompone in molteplicit??

Pensiamo a una frase.

Sebbene una frase comprenda molte lettere, ? comunque in grado di trasmettere un’idea specifica, purch? le molte lettere si combinino e si organizzino in modo ordinato per creare parole e quelle parole si allineino in un ordine specifico per trasmettere un’idea. Se, invece, le lettere che formano le parole sono separate l’una dall’altra, se il loro ordine viene perso, allora, sebbene le lettere stesse siano intatte, il significato, l’energia e l’idea veicolati dalla frase si perde.

Lo stesso vale con la creazione dell’universo. Il mondo ? stato creato dalla parola divina. Dio ha parlato e il mondo ? nato. Quelle frasi, “sia la luce”, “sia il firmamento” ecc., Trasmettevano l’energia divina. Da qualche parte lungo la strada, tuttavia, in un processo chiamato “la rottura dei vasi”, le lettere e le parole separate l’una dall’altra, sono state riorganizzate e, di conseguenza, il significato, lo scopo e la fonte divina non sono pi? leggibile nell’universo. Quella che una volta era una frase unificata che esprimeva la verit? della realt?, ora sembra non essere altro che un mix di lettere casuali e frammentate.

Ed ? qui che entrarono in scena i figli di Giacobbe . Le dodici trib? d’ Israele erano incaricate della missione di raccogliere e organizzare le lettere sparse, avevano il compito di disporle nell’ordine appropriato che consentisse di trasmettere il significato. Cos?, nel sogno, Giuseppe ei suoi fratelli erano sul campo legando steli individuali, apparentemente casuali, e creando un fascio unificato.

Vivendo su questa terra una persona ? costantemente trascinata in molte direzioni. Nello stesso giorno una persona pu? dover essere un padre, un coniuge, un figlio e un datore di lavoro. Deve mangiare, bere, dormire e curare. Deve nutrire i suoi bisogni psicologici e nutrire la sua anima spirituale, deve rilassarsi e deve investire tempo per raggiungere i suoi obiettivi a lungo termine. Non c’? da stupirsi quindi che alla fine di una giornata una persona sia spesso prosciugata e priva di ispirazione. Sente che troppo della sua giornata ? stata spesa in questioni banali: superare le distrazioni, trovare un parcheggio o aspettare in coda al bar.

Eppure l’ebreo lo sa?che il suo compito ? raccogliere le varie scintille sparse incorporate nelle varie esperienze e combinarle in un’unica entit? significativa. Il suo compito ? raccogliere le varie scintille sparse incorporate nelle varie esperienze e combinarle in un’unica entit? significativa. Durante il giorno prendiamo le lettere sparse – momenti che sembrano banali – e mettiamo insieme una frase significativa. Passiamo il nostro tempo impacchettando covoni di grano, prendendo singoli steli e rivelando che possono essere legati insieme per uno scopo comune.

Noi, figli di Giacobbe, comprendiamo che il nostro compito ? dimostrare che non deve esserci una dicotomia tra corpo e anima. Quella vita non deve essere una raccolta di momenti frammentati senza senso. Ogni attivit?, ogni momento e ogni dettaglio della vita pu? essere un’espressione della stessa intenzione: riempire le nostre vite e le vite delle persone intorno a noi, con uno scopo unificato, per riempire il mondo di bont? e gentilezza. Lo facciamo legando i gambi di grano sparsi, rivelando la scintilla della santit? in ogni esperienza, organizzando le lettere e permettendo loro di esprimere il messaggio che tutto il mondo ? un’espressione dell’unit? Divina.

Commento preso dalla pagina
https://www.chabad.org/parshah/article_cdo/aid/4568485/jewish/Binding-Bundles.htm

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