Fatti poco conosciuti presenti nella Parashà di Shemoth

Fatti poco conosciuti presenti nella Parashà di Shemoth

  1. Il faraone disse al suo popolo: “ecco, il popolo dei figli di Isaraele è più numeroso e forte di noi” (Eso. 1, 9).  Gli egiziani intendevano dire in questo verso – che gli ebrei si sono arricchiti più di noi, grazie al nostro denaro. Cosa fecero di conseguenza?

Gli egiziani presero dai figli di Israele le loro migliori case, che Giuseppe diede loro quando era viceré in Egitto, così gli egiziani gli rubarono tutti campi. (Sefer Hayashar)

  • Le levatrici non temettero il faraone, bensì ebbero timore del Signore. Cosa disse il faraone alle levatrici?

Il faraone le minaccio, dicendo loro che se non avessero ucciso i neonati maschi, avrebbe bruciato loro e le loro case. (Sefer Hayashar)

  • Chi è stato il primo neonato ad essere messo nel Nilo?

             Moshè Rabbenu (tosaffot masseket Sotà). Inoltre c’è chi dice che nessun neonato, che è stato gettato nel Nilo siamo morto, poiché il Nilo li gettava nuovamente sulla terra ferma ed il Signore si occupò di loro (Pirchey deRabby Eliezer capitolo 42).

  • Perché figlia di faraone scese nel Nilo per lavarsi? E con chi ebbe il merito di sposarsi?

Secondo il Trattato del Talmud di Sotà (daf י”ב ) lei scese per fare la tevilà (bagno rituale) perché si convertì all’ebraismo. Dopo alcuni anni, ebbe il merito di sposarsi con Calev figlio di Yefunne (Massekhet MEghillà י”ג )

2 thoughts on “Fatti poco conosciuti presenti nella Parashà di Shemoth”

  1. D-o prende l’iniziativa in risposta alla preghiere del suo popolo oppresso dagli egiziani:‎
    Partiamo da Esodo (12: 35-36), dopo la celebrazione della prima pasqua del popolo di D-o, dopo tutte le ‎prescrizioni sul come celebrare e vivere la pasqua, il popolo è in partenza per la terra promessa nell’attesa ‎imminente di intraprendere la via del deserto dove servire il Signore:‎
    ‎[35] Gli Israeliti eseguirono l’ordine di Mosè e si fecero dare dagli Egiziani (Egitto) oggetti (vasi) ‎d’argento e vasi d’oro e vesti.
    ‎[36] Il Signore fece sì che il popolo trovasse favore agli occhi degli Egiziani (Egitto), i quali annuirono ‎alle loro richieste. Così essi spogliarono gli Egiziani (l’Egitto).‎
    לו‎ ‎וַיהוָה נָתַן אֶת-חֵן הָעָם, בְּעֵינֵי מִצְרַיִם–וַיַּשְׁאִלוּם; וַיְנַצְּלוּ, אֶת-מִצְרָיִם‎.‎
    Come tirare fuori il meglio dalle situazioni di crisi
    Il Sig-ore permette che noi sperimentiamo momenti di crisi, ci porta anche in territori pericolosi, ma non ci ‎abbandona mai in queste situazioni.‎
    Leggiamo bene il testo quando ci invita alla riflessione: Così essi spogliarono gli Egiziani.‎
    לו‎ ‎וַיְנַצְּלוּ, אֶת-מִצְרָיִם‎ ‎
    C’è la congiunzione ‎וַ ‏‎ il cui senso è quello di unire Cielo e Terra per fare quello che il Sig-ore ordina tramite ‎Mosè. Quello che il Sig-ore ordina è: farsi dare dagli egiziani oggetti d’argento e d’oro e vesti e spogliare l’Egitto ‎lui (traduzione letterale). L’Egitto lui sta per egiziani.‎
    Cosa significa spogliare? Con senso letterale significa privare, togliere, depredare, con la conseguenza anche di ‎appropriarsi di beni altrui. Dall’ebraico si nota che il verbo può significare anche salvare, e qui il senso potrebbe ‎essere che gli ebrei privano gli egiziani dei loro beni per salvaguardarsi in future situazioni di difficoltà, non ‎perdendo cognizioni, cultura e strumenti preziosi per la vita già acquisiti. (V. la profezia sulla occupazione e ‎distruzione dell’Egitto). I beni sottratti all’Egitto si riveleranno utili per la vita degli Ebrei durante il cammino nel ‎deserto.‎
    Leggiamo ora il verbo spogliare con lo spezzare la parola ‎יְנַצְּלוּ‎: è (o sarà) ‎יְ ‏‎ la realizzazione del proprio scopo, ‎andando in alto nella prospettiva di vita ‎נַצְּ ‏‎ dispiegando per questo le ali come fanno gli uccelli per volare in alto ‎ל ‏‎ ‎‎(potenza, e tutto ciò che hanno imparato) e raggiungere dalla terra il cielo (per unire cielo e terra) ‎ו‎. Spogliano ‎l’Egitto come per spogliarsi da ogni pesantezza e schiavitù per diventare liberi e raggiungere così la ‎libertà dopo 430 anni di esperienza di costrizioni psico-fisiche (l’Egitto).‎
    ‎ ‎נַצְּ ‏‎ indica anche l’azione del fiorire, dello splendere, del brillare, dopo la sofferenza della morte (il seme che ‎muore per dare nuova vita), e andare verso l’alto ‎ל ‏‎ per esporsi alla luce del sole, verso il cielo ‎ו‎.‎
    Interessante è vedere come la yod ‎יְ ‏‎ e la Nun ‎נַ ‏‎ piegata si uniscano (l’una sull’altra) per formare la zadi ‎צְּ ‏simbolo del giusto:‎
    è ‎יְ ‏‎ dalla sofferenza ‎נַ‎ che si forma il giusto e nascono frutti di giustizia ‎צְּ‎.‎
    Si può leggere come la realizzazione della loro preghiera ‎ַצְּלוּ‎ in situazione di sofferenza ‎יְנַ ‏‎ e che li avrebbe condotti ‎a diventare giusti. (La via sarà ancora lunga…).‎
    Shalom, Giovanni

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