Parashà Vayetzè – I due sogni

Mio nonno, il rabbino Joseph Baumol, ha notato una volta che la Torah con chiarezza parla di due sogni di Giuseppe; un solo sogno di diventare governatore non era bastato. Perché? Che differenza c’è tra il sogno delle stelle e quello dei campi di grano? Mio nonno mi ha spiegato che si trattava di una esperienza tipica degli avi di Giuseppe.

Dio ha parlato ad Abramo sia nella dimensione spirituale che in quella pratica. Ha tramandato ad Abramo sia un messaggio di benedizione materiale, così come di profezia storica. Anche Isacco ha ottenuto una benedizione e la promessa di continuità del suo popolo, così come la promessa di ottenere enormi territori.

Ma cosa più importante, è Giacobbe ad avere fatto due sogni: la prima volta gli apparivano degli angeli, mentre la seconda ha sognato delle pecore. Il messaggio ottenuto da Giacobbe non potrebbe essere più chiaro: avere due missioni, due sfere nelle quali servire Dio e aiutare l’umanità, la sfera spirituale come quella materiale.

La vita di Giacobbe consisteva nel fare diventare realtà queste istruzioni divine. Cercava di portare a termine la sua missione di vivere nella Terra di Israele e creare un popolo, allo stesso tempo lodava il Signore e ricordava al mondo della natura spirituale della nostra esistenza.

Giuseppe continua questo lavoro e già da giovane si merita questi due sogni. Forse non si rendeva conto dei sentimenti dei suoi fratelli, forse li ignorava. In ogni qual modo, con certezza Dio aveva scelto il futuro profeta attraverso il sogno materiale e spirituale.

Attraverso questo metodo possiamo anche analizzare i sogno del faraone. Uno fatto sul Nilo dove vedeva le vacche (simbolo spirituale in Egitto); e quello fatto dopo essersi riaddormentato, costituito dal grano. Si è svegliato il giorno dopo e non riusciva a capirne il senso.

Ogni interprete pensava che il faraone avesse fatto due sogni distinti, ma così non era per Giuseppe. Il governatore e consigliere sapeva che si trattava di una cosa sola, le questioni materiali ed economiche. Il sogno spirituale non era per il faraone, ma solo per Giuseppe e per le generazioni di Israeliti discendenti di Abramo.

Come ebrei dobbiamo sognare e desiderare. Se non sogneremo non riusciremo ad immaginarci quello che ancora possiamo ottenere in vita. I nostri sogni devono darci una motivazione, per svegliarci e mettere in atto quel messaggio che abbiamo ottenuto.

Dobbiamo però seguire la tradizione dei nostri avi ed essere certi che i nostri sogni riguardino ambedue le sfere: dobbiamo ovviamente sognare e creare un mondo materiale migliore, assieme a tutta l’umanità, dare dei mezzi di vita migliori alle nostre famiglie.

Ma non dobbiamo mai dimenticare della nostra sfera spirituale e delle nostre aspirazioni. Abbiamo dentro di noi questa forza, di innalzarci fino al cielo per metterci in contatto con il nostro lato spirituale, che mette in moto la nostra esistenza. Quando sogniamo in tutte e due le sfere ci mettiamo in contatto con i nostri antenati biblici, che non hanno mai dimenticato di sognare materiale e spirituale. Non hanno mai dimenticato di seguire le loro intuizioni.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.