Il nostro emissario in Polonia parla del rischio di un incremento dell’antisemitismo

Il nostro emissario in Polonia, rav Yehoshua Ellis, rabbino di Katowice in Polonia, ha parlato con uno dei più importanti quotidiani israeliani, il Jerusalem Post sui rischi dell’incremento dell’antisemitismo ai giorni nostri. L’articolo si può leggere qui.

(La foto di Rav Ellis è di Bozena Nitka)

E qui a seguire una tradizione dell’intervista di Mayaan Jaffe-Hoffman

“Vi è un palpabile senso di antisemitismo in Polonia oggi, secondo uno dei suoi rabbini capo. Yehoshua Ellis, rabbino capo di Katowice, vive in Polonia dal 2010 come emissario di Shavei Israel. Si è trasferito a Varsavia tre anni fa, dove è anche capo della missione rabbinica per i cimiteri ebraici in Polonia e assistente rabbinico del rabbino capo della Polonia e di Varsavia, Michael Schudrich.

Da quando le tensioni sono aumentate tra Israele e Polonia una decina di giorni fa, la comunità ebraica polacca si sente alienata.

<C’è un famoso detto che dice quando due elefanti lottano è l’erba che ne soffre.> dice Ellis al Jerusalem Post. <Gli ebrei polacchi sono proprio l’erba in questo conflitto>.

Ellis ci spiega che molti polacchi confondono tra Israele ed ebrei. < C’è molta confusione nell’identificare un paese e un popolo. Abbiamo quindi notato un incremento di messaggi razzisti negli ultimi giorni. Questo potrebbe portare a gesti e azioni >.

Il 15 febbraio il primo ministro Benjamin Netanyahu aveva detto ai media israeliani: “I polacchi hanno cooperato con i tedeschi durante la Shoah”. Anche se hai poi spiegato che non si riferisse a tutta la Polonia e tutti i cittadini polacchi, il premier polacco Mateusz Morawiecki ha deciso di non partecipare al summit del gruppo Vysehrad dei capi di stato di Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia e Slovacchia. L’incontro si sarebbe dovuto tenere in Israele, ma dopo la rinuncia di tutto lo staff polacco l’incontro è stato annullato.

Ellis ci dice che anche se i media polacchi hanno riferito con precisione l’accaduto, i messaggi e commenti che hanno seguito sono stati “bombastici” ed “estremi”.

<L’accusa più frequente dei media alternativi è quella che gli ebrei e gli israeliani insieme stiano diffamando la Polonia. La questione è complicata visto che gli ebrei in Polonia hanno diverse e complesse identità.>

La situazione è molto complessa, le persone sono tese e preoccupate anche perché finora la Polonia aveva uno dei numeri più bassi di incidenti/attacchi antisemiti.

<Devo dire di non ricordarmi da tempo di una aggressione antisemita. Amo molto Varsavia che trovo una città molto ebraica anche se oramai ci vivono pochi ebrei >.

Nessuno riesce a stimare quanti ebrei ci siano in Polonia. Le statistiche variano tra i 5mila e i 50mila. Nessuno sa come contarli, ci spiega Ellis. Questo perché ci sono molti ebrei secondo la legge ebraica, ma non sono consapevoli di questo; i loro genitori possono averli dati ad altre famiglie per salvarli durante la Shoah oppure nascondono le proprie radici. Altri invece si identificano come ebrei, ma le loro radici sono molto “flebili”, altri che si identificano come ebrei ma di certo non lo sono e poi ci sono diversi convertiti. “E’ una bella confusione”, dice sempre Ellis.

La comunità di Varsavia è molto attiva, ogni sera ci sono come minimo due o tre attività organizzate da Hillel, Chabad, il Museo Ebraico, Maccabi, il JCC ecc.

Da quando il ministro degli esteri israeliano, Israel Katz, ha detto che “i polacchi hanno assorbito l’antisemitismo con il latte delle loro madri” i rabbini stanno facendo di tutto per calmare la situazione.

Il rabbino capo Schudrich ha scritto una lettera dove diceva che Katz offende gli ebrei della Polonia che sono parte di questa società.

Le tensioni sono aumentate da quando nel 2018 la Polonia ha introdotto una legge secondo la quale chi dichiarerà che la nazione polacca è responsabile o co-responsabile dei crimini del nazismo, verrà punito con una multa o con la prigione.

<Le relazioni tra polacchi ed ebrei sono molto complesse>, ha detto Ellis, notando di come il valore massimo dell’ebraismo sia la verità, mentre per i polacchi sono Dio, l’onore e la patria. <Le due nazioni hanno diversi valori e questi ci porta ad avere conflitti. Speriamo che tutto questo finisca al più presto.>”


One thought on “Il nostro emissario in Polonia parla del rischio di un incremento dell’antisemitismo”

  1. E`strano, ma mi sembra che conosciate ben poco la vostra storia, Come giornalista sono stato spesso in Polonia negli anni 60/70/80 e ho conosciuto i testimoni dell’occupazione nazista. Uno di loro mi ha raccontato che quando faceva parte delle resistenza, era corso in aiuto degli insorti di Varsavia e alla fine era fuggiro assieme ad alcuni ebrei. Ebbene lui si era salvato ma i suoi compagni ebrei erano stati uccisi dai contadini polacchi. Io stesso ho constatato l’odio dei polacchi verso i pochi ebrei esistenti oggi inPolonia, un odio alimenatato dalla Chiesa polacca che li ha sempre indicati come deicidi

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