I Maccabei, il Monte, e Israele di oggi

La traduzione dell’articolo del nostro presidente Michael Freund pubblicato sul Jerusalem Post:

“Pochi giorni prima di Chanukkà, il Ministro degli Interni Gilad Erdan ha pronunciato un discorso che avrebbe reso orgogliosi i Maccabei.

Parlando alla Conferenza degli Affari Nazionali organizzata da My Israel nel Centro Menachem Begin di Gerusalemme, Erdan ha parlato della questione del Monte del Tempio e del diritto degli ebrei al culto in quel luogo, un tema chiaramente centrale per le feste che stiamo celebrando.

Anche se i media possono non averlo notato, i commenti di Erdan potrebbero segnalare l’inizio di una nuova politica, necessaria e molto attesa, che proclami una piena restaurazione dei diritti ebraici al sito più importante per la nostra nazione.

“Ho istruito la polizia affinché agisca in tutti i modi possibili per restaurare il nostro potere sull’area del Monte del Tempio, finora danneggiato” ha detto Erdan, “per permettere al maggior numero di ebrei di visitare il luogo più sacro per l’ebraismo”.

Dopo avere notato che i numeri di visitatori ebrei al Monte sono i più alti degli ultimi anni, ha annunciato: “Credo che sia tempo di riesaminare le restrizioni imposte agli ebrei che si recano al Monte del Tempio, ristabilire cosa è veramente necessario per la sicurezza e cosa è praticato in nome di uno status quo discriminatorio divenuto negli anni radicato senza una vera e propria giustificazione”.

Per tutti quelli che hanno seguito la questione, le dichiarazioni di Erdan sono rinfrescanti sia per la loro onestà che per la veridicità.

Dopo troppi anni in cui i visitatori e fedeli ebrei sul Monte sono stati oggetto di molestie, umiliazioni e difficoltà, poiché si temeva di offendere gli estremisti islamici, un cambiamento nell’approccio è doveroso da tempo.

Due incidenti negli ultimi mesi illustrano quanto sia divenuta assurda la situazione. Il 20 settembre, il comandante della polizia di Gerusalemme, Yoram Halevy, ha firmato un ordine amministrativo che impedisce all’israeliano Shlomo Puah di recarsi al Monte del Tempio per 6 mesi. Il suo crimine? Puah è salito sul Monte e ha suonato il suo shofar per Rosh HaShana.

Halevy ha giustificato l’ordine, una chiara violazione dei diritti civili di base di Puah, asserendo: “è necessario al fine di prevenire seri danneggiamenti alla sicurezza o proprietà personale”. Nessuna ulteriore spiegazione è stata data, e con un colpo di penna, la libertà di espressione di un cittadino israeliano, così come la libertà di culto e di assemblea è stata cancellata senza tanti complimenti.

Giusto una settimana dopo, il 26 settembre, durante la festa di Sukkot, quattro giovani israeliani sono stati fermati dalla polizia sul Monte per essersi inginocchiati e avere recitato ad alta voce “Shema Israel”. Un video su youtube mostra come la polizia li abbia trascinati via per un interrogatorio, anche se la Corte Suprema aveva deliberato come la preghiera ebraica sul Monte del Tempio sia del tutto legale.

Le restrizioni imposte agli ebrei sul Monte del Tempio sono inaccettabili, e visto il ruolo fondamentale che il luogo ha svolto nel miracolo di Chanukkà, ora è il momento migliore per cambiarle. Non è dolorosamente ironico che i Maccabei abbiano lottato per liberare il Monte del Tempio dal controllo straniero, mentre Israele permette al Waqf Palestinese Musulmano e alla Giordania di dettare cosa succede lì?

Secondo il Primo Libro dei Maccabei 2:6-8, all’inizio della rivolta degli Asmonei, Matityahu ha lamentato della sorte del luogo più santo per il nostro popolo: “Perché sono nato per vedere queste cose terribili, la rovina del mio popolo e della città santa? Devo stare qui seduto, impotente mentre la città si arrende al nemico e il Tempio sta per cadere in mano agli stranieri? Il Tempio è come una persona senza onore.”

Tristemente, lo stesso si potrebbe dire oggi, quando agli ebrei che salgono al Monte viene impedito di portare un libro di preghiere o la Bibbia, o anche solo pronunciare poche parole di preghiera, tutto in nome della “sicurezza”.

Il Tempio e la liberazione del Monte, dove si trovano le sue fondamenta, sono un elemento fondamentale di Chanukkà. In fondo, è proprio lì, sul Monte del Tempio che il piccolo flacone di olio ha miracolosamente continuato a bruciare.

Quindi, quando accendete le candele di Chanukkà ogni sera con la vostra famiglia, e guardate la fiamma salire verso il cielo, pensate a questo: dobbiamo a noi stessi e ai nostri antenati Maccabei di liberare il Monte del Tempio e renderlo accessibile agli ebrei.

Mentre gli eventi che commemorano Chanukkà si sono svolti più di 21 secoli fa, il tema della festa continua a risuonare con forza. Attraverso l’eroismo e la determinazione, i Maccabei hanno fondato un percorso ben preciso. Benedetti dal favore Divino, hanno creato una via di luce che ci è arrivata fino al buio dei nostri giorni. Ogni anno per Chanukkà, se ascoltate con attenzione, li potete sentire parlarci attraverso le generazioni, mentre ci chiedono di seguire il loro esempio, di tenere la schiena dritta e di non indietreggiare.

Che il governo di Israel almeno abbia il coraggio di ascoltare i loro richiami e che liberi il Monte del Tempio una volta per tutte.

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