Un giorno tragico per il popolo ebraico: la cacciata degli ebrei di Spagna, 9 di Av 1492

Pubblichiamo la traduzione di questo articolo di Sharon Katz, uscito sul quotidiano israeliano Arutz Sheva 7.

“Oltre alla litania di catastrofi, Tisha be Av ha portato l’espulsione degli ebrei di Spagna nel 1492 e la fine della gloriosa comunità sefardita nella Penisola Iberica.

Quando re Ferdinando e la regina Isabella espulsero circa 200mila ebrei dalla Spagna il 9 di Av 1492, pensavano di avere risolto il loro problema ebraico. Mentre altri 200mila convertiti/Nuovi Cristiani sono rimasti, secondo il Decreto di Alhambra del 1492, i monarchi spagnoli credevano che senza una influenza ebraica questi Nuovi Cristiani si sarebbero assimilati completamente nella società cattolica spagnola. Alcuni lo hanno fatto, mentre altri hanno vissuto vite cristiane in apparenza, mentre in segreto continuavano a professare la fede ebraica, nei modi possibili.

Il piano di Ferdinando e Isabella era quello di usare l’Inquisizione come mezzo per fare ordine con tutti quei cristiani ribelli e infedeli, perseguitandoli con torture ed esecuzioni. Mentre non si conoscono le cifre esatte delle vittime dell’Inquisizione, tra quelli che ne hanno sofferto vi erano cripto-ebrei, mori, streghe, preti sposati ecc. Il numero esatto di quelli assassinati sotto tortura o tramite auto da fe (arsi sul rogo) varia drasticamente tra gli studiosi; si dice possano essere circa 300mila tra il 1478 e la metà dell’800, quando l’Inquisizione spagnola seguì i sospettati fino nel Nuovo Mondo.

Nonostante i sanguinosi e violenti sforzi spagnoli, i cripto-ebrei sono sopravvissuti. Si sono sparsi per tutta Europa, il Nord Africa, fino ad arrivare nel Nuovo Mondo con Cristoforo Colombo, esploratori e mercanti.

Tisha beAv del 22 luglio 2018, ha commemorato non solo la distruzione dei Due Tempi, tra le varie altre tragedie del popolo ebraico vi è anche la cacciata degli ebrei spagnoli dalle loro case.

Ogni anno ci sono sempre più discendenti dei sefarditi convertiti forzatamente al cattolicesimo, i Bnei Anusim, che commemorano questa tragedia. I Bnei Anusim si stanno svegliano, tornano alle loro radici ebraiche, grazie al supporto di internet e molti gruppi ebraici pronti ad aiutarli.

Molti di loro rispettano ancora le tradizioni ebraiche in segno di rispetto verso i propri antenati, da generazioni, come accendere le candele di venerdì sera, evitare pane durante Pesach, essere a lutto per i morti per l’intera settimana, ecc.

I test del DNA, così popolari oggi, e l’accessibilità ad internet e ad una moltitudine di informazioni, hanno incoraggiato quelli che sospettavano di avere delle radici ebraiche e hanno deciso di indagare più a fondo. Una piccola parte di questi decidere di convertirsi formalmente all’ebraismo, mentre altri sono semplicemente interessati al passato delle loro famiglie.

Molte organizzazioni oggi rispondono alle loro domande, tra queste: Reconectar, Shavei Israel, Sephardim Hope International e Machon Roni.

Oggi gli ebrei Sefarditi sono sparsi in tutto il mondo, ma le loro radici spagnole non verranno mai dimenticate.”

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