One thought on “Parashà Pinchas – commento video di Rav Pinhas Punturello”

  1. פינחס = Pinchas = il volto פ di D-o י inviato נ paziente חס (Il volto paziente del Messia).
    Pinchas è l’espressione פי dello zelo del Signore che si rivela per mezzo dell’ inviato נ con azioni che indicano sostentamento e protezione ס . Nel nome di Pincahs c’è l’invito a non dimenticare le prescrizioni di D-o e a mantenere sempre la fedeltà ad esse.
    L’episodio in Numeri 25 e 26 è illuminante in tal senso, e contempla anche la forza dell’intercessione che una persona zelante può fare presso D-o, in favore di situazioni critiche ed in apparenza senza sbocchi positivi: il dono è la Pace tra D-o e il suo Popolo.
    Ma vorrei soffermarmi sul senso della genealogia e delle generazioni che questa parashà ci presenta sin dagli inizi.
    A volte ci si trova intolleranti a brani simili a questo. Intolleranti alle genealogie: a queste sequenze di nomi. Proviamo, invece, ad immaginare dietro ogni nome un volto, una storia, tanti volti, tanti uomini e donne che intrecciano la loro vita. Che sono generati e che generano. La storia è memoria di coloro che ci hanno preceduto. La storia è consapevolezza degli inestricabili intrecci che tengono uniti gli uomini e le donne di oggi.
    La storia è fatta di nomi reali, di persone ognuna originale, di individualità irripetibili. Ma la storia è anche fatta dal coraggio delle persone di fare comunità, di stare insieme, di non stare da soli. Oggi siamo preoccupati perché in giro c’è tanto individualismo e poco il bisogno di legami. Nessuno sembra più disposto a sacrificarsi per il bene comune. Ognuno pensa soltanto al suo proprio orticello. Le allergie per le tasse e le allergie per gli immigrati, nascondono un principio di forte egoismo: quel che ho, lo voglio solo per me. Non lo voglio condividere con nessuno.
    Non c’è maledizione più grande per una generazione che dimenticare di essere stata generata. Perdere la gratitudine per chi l’ha messa al mondo. Diventare sterile. Incapace di generare, perché incapace di condividere.
    Non c’è maledizione più grande per una generazione che vivere nell’incertezza, sopraffatta dalla paura di guardare avanti, di immaginare il futuro. Ecco perché amo questo brano. Ecco perché amo questa genealogia. Non solo perché soltanto insieme questi individui formano la storia. Ma innanzitutto perché c’è una promessa, la promessa di D-o, che parte da Abramo, passa attraverso decine e decine di generazioni e aspetta di realizzarsi attraverso ognuno di noi. La nostra storia è segnata dalla storia della promessa di
    D-o. La nostra storia, anche se spesso segnata dalla violenza, dall’imbroglio, dalla sopraffazione, è colma della promessa di D-o, rivolta ad Abramo e lanciata in un futuro che chiama ognuno di noi per nome .
    E noi di questa genealogia siamo quelli che vengono dopo. Questa genealogia ci rivolge un appello: volete scrivere anche il vostro nome? Volete diventare i collaboratori di D-o? Sì, ci viene rivolto un appello che ci chiede se noi vogliamo far parte di questa storia della promessa. Se vogliamo mettere insieme le nostre idee, le nostre energie.

    La genealogia del passato ci chiede se vogliamo essere rigenerati. Se vogliamo essere la genealogia del presente e del futuro. Se vogliamo scrivere il nostro nome insieme agli altri, accanto agli altri. Se vogliamo essere in grado di generare la fede, ogni giorno. Ogni giorno, di avere il coraggio di rinnovare la nostra fede, di nascere di nuovo ogni giorno e ogni giorno parlare agli altri della grande promessa che D-o ha preparato per tutti.
    Shalom, Giovanni

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