Viaggio nella Napoli Ebraica – Parte III

Continuiamo il racconto sulla Napoli Ebraica, pubblicato da Ariel Borestein sul giornale israeliano Israel HaYom a questo link.  I precedenti episodi tradotti in italiano, si trovano sul nostro blog www.anousimitalia.shavei.org

Il lavoro alle radici

L’organizzazione Shavei Israel è stata fondata circa 15 anni fa da Michael Freund, per aiutare i discendenti dei Marrani in tutto il mondo. Le attività in Italia meridionale sono iniziate quando l’UCEI ha trovato interessante il fenomeno. I membri dell’Unione volevano organizzare eventi culturali in vari luoghi d’Italia, e presentare il mondo ebraico ad un pubblico di ebrei e non. Arrivarono nel Sud aspettandosi qualche decina di ascoltatori, si stupirono vedendo centinaia di persone ad ogni incontro. Inoltre, dopo ogni conferenza, decine di persone scrivevano chiedendo cosa fare per potere ufficialmente riconoscere le proprie radici ebraiche.

Secondo Freund, questo risveglio testimonia l’enorme forza dello spirito ebraico che non ha ostacoli in questo mondo – nemmeno le minacce e le intimidazioni combinate con il fattore tempo – lo possono estinguere: “I loro padri ci sono stati portati via con la forza contro la loro volontà, sequestrati, secondo le brutali persecuzioni dell’Inquisizione. Ora che i loro discendenti bussano alle nostre porte comunitarie e chiedono di tornare a casa, abbiamo il dovere morale, storico ed ebraico di aiutarli”.

Dovrebbe Israele prendere l’iniziativa e localizzare i discendenti dei Marrani?

“Innanzitutto, è giunto il tempo per lo Stato di Israele e per il Popolo Ebraico di riconoscere questo meraviglioso fenomeno di ritorno degli Anusim alla nostra gente e agire di conseguenza, per rafforzare così il Popolo Ebraico e lo Stato d’Israele. Questa è la chiusura di un ciclo storico senza precedenti negli annali delle nazioni. Anche se qualcuno scopre di avere radici ebraiche e sceglie di restare cattolico a Napoli, il solo fatto che capisca la sua vicinanza con il popolo ebraico lo renderà più amichevole, più attento al nostro popolo e sicuramente non sarà un antisemita o anti-israeliano.”

Infatti, i discendenti dei Marrani vogliono essere amici di Israele. “Per esempio, nella città di Caltanissetta, al centro della Sicilia, vi è una comunità che si chiama “Bnei Efraim”, sanno di avere radici ebraiche, ma restano comunque in ambito cristiano, sono grati agli israeliani, tant’è che prima delle loro preghiere in chiesa canto l’Hatikva.”

Tuttavia, le persone più attratte, giustamente, sono come Ciro d’Avino, vogliono diventare parte integrante del Popolo Ebraico, di nuovo. Shavei Israel si rivolge a loro. I discendenti dei Marrani in Italia meridionale hanno bisogno di assistenza culturale e spirituale, e l’organizzazione fa il possibile per guidarli in questo arduo viaggio. Dopotutto, il ritorno all’ebraismo dopo 500 o 600 anni non è facile, per usare un eufemismo.

Ma, secondo tutte le parti coinvolte, è sicuramente una esperienza meravigliosa.

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