Parash? Naso – La Birkat Cohanim

Quando si arriva alla parash? di Naso indubbiamente la nostra attenzione viene catalizzata dalla presenza dalla formula della benedizione dei Cohanim, della Birkat Cohanim. Nei versetti che sono in Numeri 6,23-26: ?Parla ad Aron ed ai suoi figli dicendo: Voi benedirete cos? i ben? Israel, direte loro: ??Ti benedica il Signore
e ti protegga. Il Signore faccia brillare il suo volto su di te e ti sia propizio. Il Signore rivolga su di te il suo volto
e ti conceda pace. Cos? porranno il mio nome sugli Israeliti e io li benedir??.

Esiste un bel midrash, Midrash Tanchuma, Nas? 8, che sottolinea come il popolo ebraico espresse il proprio disappunto quando sent? le parole di Dio: ?Quando Israele ha sentito Kadosh Baruch Hu che diceva: ?Cos? benedirete i figli di Israele? disse l?assemblea di Israele a Kadosh Baruch Hu: ?Signore dell?Universo! Ai sacerdoti hai detto di benedirci? Ma noi non abbiamo bisogno che della tua benedizione e di essere benedetti dalla tua bocca, come ? detto: sporgiti al di fuori del luogo della tua santit? dal Cielo e benedici il tuo popolo Israele?. ?Disse loro Kadosh Baruch Hu: Anche se l?ho comandato ai sacerdoti, sono io che sto in mezzo a voi e vi benedico, come ? detto: ? E porrete il mio nome sui figli di Israele ed io li benedir?.?

Il popolo ebraico voleva essere benedetto solamente da Dio, temeva la presenza degli intermediari, con tutto il rispetto per i Cohanim, e, secondo il Midrash, chiese a Dio una spiegazione rispetto a questa delega ai sacerdoti.

Di fatto, per?, non esisteva nessuna delega perch? Dio stesso conferma al popolo di Israele che i Cohanim sono un mezzo e la vera benedizione giunge ?dal mio nome?, secondo le stesse parole dei versetti di Numeri 6, 26.

Questo ? un punto fondamentale per la comprensione del senso della benedizione sacerdotale e della presenza dei Cohanim rispetto al rito della benedizione.

Lo Zohar afferma che: ?La capacit? del risveglio per ricevere la benedizione influenza la Volont? Eccelsa di concedere la benedizione.? Come a dire che i Cohanim ed il rito da loro messo in atto risveglia la capacit? degli ebrei di predisporsi a ricevere la benedizione e la Volont? Eccelsa di donare la benedizione stessa. Il rito sacerdotale pone in connessione una potenziale capacit? di ricevere con la Volont? di concedere. Per questo motivo secondo il Maghen Avraham 128,18 e la Mishn? Brur? 128, 37 un Cohen che non ama la propria comunit? o non ? amato dalla propria comunit? non pu? mettere in atto la cerimonia perch? non ? un luogo che connette amore proprio e proprio dovere di essere un mezzo per benedire con l?amore di Dio per il popolo ebraico ed il popolo ebraico che riceve la benedizione in nome dell?amore. Comprendiamo quindi che il Cohen ? un mezzo di amore tra Cielo e terra, quindi espressione dell?amore verso l?alto, con l?amore sociale, quello verso il basso. Proprio perch? il Cohen ? un mezzo e non uno sciamano o un mago Rav Hirsch sottolinea il fatto che lui non ha una forza magica che gli derivi dal suo status o dall?uso che egli fa delle parole della Tor?. La visione, la partecipazione stessa del Cohen che benedice ? essa stessa parte della benedizione ed ? questa partecipazione con amore che rende la birkat cohanim una vera benedizione. E? fondamentale comprendere che il Cohen ? si un mezzo che connette cielo e terra, ma ? anche un luogo di incontro come abbiamo detto e per incontrarsi con l?altro lo deve ?vedere?: ecco quindi che il Talmud Bavli Sot? 38 a insegna: ? Dirai a loro, insegnano i maestri, cos? benedirete, faccia a faccia, ma non faccia contro cervice.? Insegna il Talmud: come un uomo che parla al suo prossimo?. Ed allora chiudiamo questa riflessione capendo che il Cohen che ci benedici usa parole di Tor? per farlo e deve essere come un uomo che parla ad un altro uomo e come Dio quando a parlato al primo uomo: viso a viso.

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