Parashà Vayikra – Il significato dei sacrifici

Dobbiamo ammettere che è davvero complicato per noi moderni comprendere il significato profondo dei sacrifici, elemento centrale del libro del Levitico. Levitico 1, 5-6: “Poi immolerà il capo di grosso bestiame davanti al Signore, e i sacerdoti, figli di Aronne, offriranno il sangue e lo spargeranno intorno all’altare, che è all’ingresso della tenda del convegno. Scorticherà la vittima e la taglierà a pezzi…” Animali tagliati, scorticati, fatti a pezzi…un mondo come il nostro dove la sensibilità verso il mondo animale è davvero profonda il sacrificio rituale resta qualcosa di incomprensibile. Forse la domanda che dovremmo porci è se il nostro mondo è davvero profondamente sensibile nei confronti del mondo animale.

Commentando questo passaggio della Torà Rav Kook scrive in in Igrot haReiyà IV, 24 che per poter comprendere il ritorno dei sacrifici nel nostro mondo dobbiamo, in un certo senso, liberarci da un certo peso della cultura europea. I sacrifici, agli occhi di Rav Kook, non sono un rito primitivo, bensì contengono un messaggio di santità che non può essere compreso se non attraverso la rivelazione divina rispetto allo stesso messaggio messianico che si rivelerà nella sua completezza con la Redenzione finale del popolo ebraico e del mondo intero. In altre parole l’intera cornice degli aspetti pratici dei sacrifici si rivelerà solo con la volontà divina che ci svelerà il senso profondo del rituale.

Il punto è che in realtà noi non siamo una società con maggiore sensibilità verso gli animali rispetto alle società precedenti. In passato il mondo animale, benchè “usato” dall’essere umano occupava un posto di rispetto proprio perché elemento importante dal punto di vista economico e nutritivo.

La massificazione della produzione, degli allevamenti ha creato un sistema schizofrenico per il quale da un lato viviamo in un mondo che si appella al veganesimo e vegetarianesimo come valore assoluto della vita e dall’altro crea allevamenti in serie indegni per ogni creatura del mondo.

In questa schizofrenia i sacrifici vengono interpretati come crudeltà ed il cappotto per i cani viene visto come gesto di pietà. Qualcosa non sta funzionando.

5 thoughts on “Parashà Vayikra – Il significato dei sacrifici”

  1. profondamente vero, presumo anche perché il rito non è una dimensione del moderno, ma il sacro induce ad una maggiore attenzione.

  2. Credo che la risposta sia che il desiderio anima nella sua forma animale debba essere sacrificato per arrivare al livello di anima desiderio parlante (uomo).La simbologia del sangie è la simbologia del modo di manifestarsi del divino ,è l’origine dello tzimtzum globulo rosso non ha nucleo ma solo aria

  3. La mia riflessione.

    ק ר ב ן (qorban) = Dono, offerta, sacrificio = Rendere vicini, congiungere ק ר ב per mezzo dell’Inviato ן (colui che si rialza e rialza).
    La Nun נ, apre prospettive di speranza, di riscatto e di risurrezione.
    “L’anima è una scintilla meravigliosa presente in un ricettacolo terrestre. Collegata al corpo, l’anima è dipendente e trattenuta, piegata come Nun נ. Liberata dalla morte, l’anima ritorna alla sua casa originale dove si eleva, come la Nun diritta ן verso la sua magnificenza.” (Othiot di R. Akiva).
    ן è la lettera della redenzione che ci rimanda al Messia (uno dei suoi nomi è Ynun).
    Il sacrificio ha la funzione di congiungere entità separate per ricomporle dopo una situazione di conflitto. Questa finalità sarà realizzata per il popolo di Israele e per il mondo intero dal Messia.
    Per ognuno di noi: il sacrificio è l’eliminazione di ciò che ostruisce il percorso verso la liberazione, è il saper prendere lo slancio verso l’alto; non è sinonimo di rinuncia, bensì il mettere a disposizione uno spazio: eliminare il vecchio, ogni traccia di egoismo, per far posto al nuovo.
    In particolare il sacrificio pasquale ha questa funzione e questo scopo.
    Shabbat Shalom
    Giovanni

  4. seguo la religione ebraica e sono animalista. La pietà verso gli animali così come verso ogni creatura è dentro di me. Mi piace pensare che i sacrifici biblici siano in realtà una simbologia. Possono essere sostituiti da una preghiera . Il mondo biblico è quello in cui ogni popolo compiva sacrifici .L’enorme differenza consisteva nel D-o a cui questi sacrifici venivano offerti. Non potrebbe essere una forma di adeguamento ad una tradizione propria di ogni popolo vicino e per questo più facile da comprendere per un popolo ancora infantile , come il popolo ebraico del tempo biblico? L’espressione ” per una dolce fragranza ” riferita al sacrificio si ritrova anche nei sacrifici compiuti dai popoli pagani che ritenevano che i loro dei si nutrissero dei fragranti vapori emanati dalle vittime sacrificate. Cosa ne pensate?

  5. Questa società progressista ha deformato completamente il rapporto tra l essere umano e gli animali. Prima, c era rispetto dell animale e del suo proprio ambiente. 50 anni fa se si uccideva un animale non era uno schiaffo contro gli animalisti. Oggi siamo diventati tutti eccessivamente sensibili, forse per una grande debolezza. La debolezza di non mettere al posto giusto ciò che è naturale e animale.
    Non è crudeltà o indifferenza é un comportamento equilibrato. Dio ci ha messo a disposizione gli animali per mangiare… ci sentiamo più buoni di Dio? Penso che i sacerdoti quando sacrificavano gli animali come offerta per il peccato o per ringraziamento non pensavano all animale e alla sua sofferenza, anche perché non c è scritto, ma bensì al rito sacro, fatto con timore e tremore. Se pensiamo per esempio al lavoro di un macellaio. Non credo che medita molto sulla sofferenza dell animale, comprende che quell animale serve per nutrire delle persone, e per il suo guadagno.
    I Figli di Aaronne mangiavano del sacrificio, che serviva per espiazione e per nutrimento. Così anche noi dobbiamo offrirci a Dio come sacrifici viventi, rinunciando a noi stessi. Così facendo possiamo essere di nutrimento ad altri.

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