Parashà Itrò – I Dieci Comandamenti

“ Con dieci comandi fu creato il mondo” Pirkè Avot 5, 1.

Dieci espressioni sono alla base della Creazione e questo ebraicamente non è un caso, sebbene il calcolo compiuto dal Pirkè Avot parta dalle nove volte nelle quali compare l’espressione “Vayomer” nel testo che racconto la creazione nella Genesi, compreso il primo versetto della Genesi stessa.

Eppure Dieci espressioni sono anche i comandamenti che incontriamo per la prima volta sul Sinai e che sono parte centrale della parashà di questa settimana.

Insegna rav J. B. Soloveitchik che la parola gioca un ruolo unico all’interno della Torà e della nostra tradizione.

Dio ha creato ogni cosa, dagli abissi ai cieli, dalle montagne ai deserti solo attraverso la parola. Dio si è rivelato al mondo attraverso la parola e Dio si è diretto all’uomo attraverso la parola ed è sempre attraverso la parola che ha impegnato il popolo ebraico con la missione di essere “un regno di sacerdoti, una nazione santa” (Esodo 19,6).

La rivelazione, l’ordine della creazione, ogni singola azione del Bereshit sono state definiti dal ritmo della parola, delle espressioni usate da Dio per relazionarsi con la materia, per creare la materia stessa e renderla altro da sé, qualcosa di elevato.

Nella Halacha insegna Rav Soloveitchik esistono due tipi di oggetti, uno definibile come gufè kedusha ed un altro tashmishè kedusha. La prima categoria di oggetti possiede un proprio status di santità intrinseco, la seconda possiede una santità relativa al loro uso e circostanziata.

Per esempio le strisce di pelle dei teffilin, i filatteri indossati da ogni ebreo maschio dai tredici anni in su durante le preghiere dei giorni feriali, sono tashmishè kedushà, oggetti che hanno uno status di santità per il loro uso e la loro posizione accanto alle scatole, i batim, dei teffilin stessi che sono gufè kedusha, perché contengono le pergamene delle preghiere che comandano la mitzvà di indossare i teffilin stessi.

Dove si trova e cosa rende le strisce di pelle tashmishè kedusha e le scatole con le pergamene gufè kedusha?

La differenza sostanziale va cercata nelle pergamene e nelle pergamene vanno cercate le parole, le espressioni con le quali Dio si è rivelato a noi ed ha comandato a noi i suoi precetti.

Inoltre insegna Rav Soloveitchik che sulle strisce di pelle non compaiono lettere ebraiche, mentre sulle batim compare una Shin, almeno su quello che si indossa sulla testa.

La fonte della kedusha, della santità, nel mondo deriva dalla Torà e dalle espressioni che essa contiene. La fonte della santità del mondo deriva dai Dieci Comandamenti, dalle Dieci espressioni ascoltate sul Sinai: lettere portatrici di intrinseca santità.

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