Parashà Vaichì – Una parashà “chiusa”

Nella forma e nella posizione all’interno del rotolo della Torà la parashà di Vaichì è “chiusa” – in ebraico stumà, cioè non è separata dalla parashà precedente da uno spazio che di solito è di nove lettere.

Cosa ci insegna questa strana posizione della parashà settimanale?

Un antico proverbio dice che alla morte del re l’unico a non piangere è il figlio del re, ma nel caso della morte di Yaakov descritta in questa parashà, i figli sono tutti addolorati e preoccupati della morte del padre e non solo a livello affettivo.

I figli di Israele sanno che con la morte di Yaakov scomparirà il primo muro di difesa spirituale che, una volta caduto, porterà la famiglia di Israele alla schiavitù. In realtà come ci insegna il Tur solo con la morte di tutti i figli di Yaakov inizierà la vera e propria schiavitù, ma i confini chiusi di questa parashà sono già un chiaro segno dei muri stretti che si stanno ergendo intorno ai figli di Israele con la scomparsa di Yaakov.

Un’altra spiegazione rispetto alla chiusura della parashà ci racconta di Yaakov che avrebbe voluto dire ai propri figli la data della “fine” ovvero dell’arrivo del Mashiach, ma la sua visione profetica fu chiusa ed a questa chiusura allude anche la forma della parashà.

In ultimo i nostri maestri in Torat Kohanim, una raccolta di midrashim del periodo tannaitico, insegnano che gli spazi nella Torà sono stati inseriti per permettere a Moshè, ed ai futuri studenti di Torà, di avere “spazio” per riflettere e comprendere i versetti che si leggono. Di contro la chiusura della parashà di Vaichì implica che con la morte di Yaakov i suoi figli non hanno più avuto né spazio, né capacità per poter comprendere il significato o il messaggio di questo drammatico e doloroso evento.

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