Parashà Vaishlach – Guardare in profondità

Genesi 33, 1: “Giacobbe alzò gli occhi, guardò e vide arrivare Esaú, che aveva con sé quattrocento uomini. Allora divise i figli fra Lea, Rachele e le due serve. In testa mise le serve e i loro figli, poi Lea e i suoi figli, e da ultimo Rachele e Giuseppe. Egli stesso passò davanti a loro e s’inchinò fino a terra sette volte, finché giunse vicino a suo fratello.”

E’ davvero difficile digerire il fatto che il nostro padre Yaakov si sia inchinato per sette volte di fronte a suo fratello Esaù.

E’ davvero difficile provare a comprendere come egli abbia potuto chiamarlo: “ Signor mio” e come egli stesso si sia definito: “ Suo servo.”

Lo Zohar (I 171B) offre una visione completamente diversa degli eventi, come è tipico per i testi mistici.

Si chiede lo Zohar: “ Come è possibile che Yaakov, il più completo dei nostri padri si sia così tanto prostrato di fronte Esaù che invece rappresenta l’idolatria ed il potere del male?”

Lo Zohar afferma che quando nella Torà è scritto: “ Egli stesso passò davanti…” il versetto fa riferimento alla presenza di Dio, che in quel preciso momento, stava passando davanti a Yaakov.

A quel punto, secondo lo Zohar, Yaakov disse a se stesso che quello era il momento giusto per inchinarsi davanti al passaggio di Dio e quindi si inchinò per sette volte fino a che non fu vicino a suo fratello, ma è chiaro che l’onore che Yaakov tributa inchinandosi può essere reale solamente per Dio.

Eppure il mondo intorno a Yaakov e noi stessi continuiamo a pensare che Yaakov abbia agito disonestamente, ma lo Zohar ci sta insegnando qualcosa di più profondo.

Lo Zohar ci insegna ad impegnarci nel guardare la realtà in maniera più attenta e senza dare giudizi affrettati. Ogni evento può essere analizzato con due approcci: uno più basso, esterno ed ovvio e l’altro spiritualmente più elevato.

Rav Dessler, il Michtav MeEliahu, partendo da questo assunto ci fa notare come, visti dall’esterno, gli eventi relativi a Yaakov ci raccontino di un Yaakov che si abbassa di fronte ad una persona più potente di lui. In realtà Yaakov stava elevando se stesso in quella occasione perché vide che al di là della indubbia potenza militare del fratello c’era la presenza di Dio e questa presenza dà un senso completamente diverso ad ogni logica umana.

Dietro l’incontro tra Esav ed Yaakov c’è Dio pronto ad insegnare a Yaakov a non avere paura e non arrendersi rispetto alla forza umana, perché dietro la forza e dietro la debolezza esiste Dio che concede l’una o l’altra cosa e sostiene in nome dell’una e dell’altra realtà.

Yaakov che si inchina alla presenza di Dio “alle spalle di Esav” dimostra chiaramente di aver capito il senso dei giorni, al di là di ogni apparenza.

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