The Jewish Chronicle parla della nuova Sinagoga di Palermo

La nuova Sinagoga di Palermo, ancora da inaugurare, sta facendo scalpore in tutto il mondo.

Questa volta è The Jewish Chronicle a parlarne, tramite la giornalista Julie Carbonara, e noi ne pubblichiamo qualche estratto.

“…Situata nel cuore di quello che è stato l’antico quartiere ebraico, in un’area già occupata dalla Sinagoga Maggiore. L’edificio deve essere sottoposto a una profonda ristrutturazione prima dell’apertura ufficiale, programmata per il 2018.

 

La Sinagoga è già oggetto di grande interesse. E’ stata uno dei luoghi principali delle Giornate Europee della Cultura Ebraica a settembre, ed è stata anche inclusa nel prestigioso annuale Sentiero dei Tesori, che espone i tesori nascosti della regione.

Evelyne Aouate è stata più di chiunque altro impegnata in questa rinascita ebraica, ma ancora stenta a crederci. Di origine franco-algerina, residente da decenni a Palermo, la signora Aouate si è per anni sentita “l’unica ebrea in città”. Come presidente dell’Istituto Siciliano di Studi Ebraici, si è impegnata molto per far riemergere interesse in una città che sembrava avesse dimenticato il suo passato ebraico.

Poi, nel 2013, qualcosa è cambiato. Rav Pierpaolo Punturello dell’organizzazione di Gerusalemme chiamata Shavei Israel, che si occupa di ricongiungere le persone alle loro radici ebraiche, l’ha contattata per organizzare un seminario di tre giorni sulla cultura ebraica a Palermo.

“Non avevamo una rete di contatti” ci dice la signora Aouate, “quindi abbiamo chiesto ad una libreria se potevamo incontrarci lì. Non sapevamo se avremmo avuto qualcuno nel pubblico, invece la sala era piena dal primo giorno”.

L’ultimo giorno Rav Punturello ha creato una sfida: perché non accendiamo le candele di Chanukkà a Palazzo Steri? Qualcuno doveva chiedere il permesso all’Università che ora gestisce l’edificio una volta usato come prigione del Tribunale dell’Inquisizione. La risposta fu affermativa.

Successivamente, un anno fa, la signora Aouate e le sue collaboratrici Luciana Pepi e Maria Antonietta Ancona, hanno chiesto all’Arcivescovo di aiutare la Comunità Ebraica di Palermo a “trovare una casa”. Dopo tre settimane fu offerto loro l’oratorio.

Da allora l’interesse per il dimenticato passato ebraico di Palermo è cresciuto, così come la comunità, divenuta un porto per tutti gli ebrei della Sicilia. Ci si riunisce spesso con Rav Punturello per le celebrazioni di Shabbat.

“E’ l’effetto della palla di neve”, ci dice la signora Aouate, dicendo che Palermo e la nuova sinagoga stanno divenendo la destinazione preferita per gli ebrei di tutto il mondo.

Spera che questo aiuterà nella raccolta dei fondi – anche se il comune pagherà per gran parte della ristrutturazione, ma la Comunità dovrà provvedere al resto. Le piacerebbe molto rinnovare le panche del Settecento e i candelabri in ferro, tra le altre cose.

E’ ottimista: sa che i miracoli possono accadere.”

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