Parashà Vaierà – La discendenza di Abramo

I versetti del capitol 21 della Genesi che raccontano della cacciata di Hagar, concubina di Avraham, e di loro figlio Yshmael non sono di facile lettura.

(Genesi 21:9-21)

“ E Sara vide che il figliuolo partorito ad Avraham da Agar, l’egiziana, rideva; allora ella disse ad Avraham: «Caccia via questa serva e il suo figliuolo; perché il figliuolo di questa serva non ha da essere erede col mio figliuolo, con Isacco» E la cosa dispiacque fortemente ad Abrahamo, a motivo del suo figliuolo.”

Sara, la stessa che a suo tempo ha voluto che Avraham concepisse un figlio con la sua serva Hagar, dopo aver partorito un suo figlio naturale, Itzhak, vuole che il primogenito del marito venga mandato via dalla loro casa verso un destino poco certo e con pochissime probabilità di sopravvivenza. Perché? Perché Sara lo ha visto ridere e secondo l’interpretazione dei nostri maestri, Rashi in primo luogo, quel ridere si riferisce a comportamenti idolatri, immorali se non vicini all’assassinio. E’ chiaro agni occhi di Sara il pericolo educativo e morale rappresentato da Yshmael, fratello maggiore, nei confronti del fratello minore, Itzhak, appena nato.

Avraham non vive questa richiesta come facile e come legittima e ci vuole l’intervento divino per convincerlo della necessità di questo allontanamento: “ Ma Dio disse ad Avraham: «Questo non ti dispiaccia, a motivo del fanciullo della tua serva; acconsenti a tutto quello che Sara ti dirà; poiché da Isacco uscirà la progenie che porterà il tuo nome. Ma anche del figliuolo di questa serva io farò una nazione, perché è tua progenie».

I nostri maestri ci insegnano che l’allontanamento di Hagar è la nona prova di fede che Avrahm deve superare prima della richiesta del sacrificio di Itzhak.

E’ interessante notare che queste ultime due prove riguardano il rapporto tra Avrahm ed i suoi figli, entrambi definiti in ebraico come “zera’ Avraham” discendenza fisica e spirituale di Avraham.

Ed è quindi ancora più interessante che quando Dio rassicura Avraham sul futuro di entrambi i suoi figli e sul fatto che Egli si occuperà anche di questo bambino, il cui destino è quello di essere allontanato dal padre, lo fa in nome della comune origine da questo padre, che è costretto ad abbandonare il proprio figlio.

Come risponde Avraham a questo comandamento di Dio? Si alza di buon mattino, prepara il minimo affinché Hagar e suo figlio possano sopravvivere solo qualche ora nel deserto e personalmente li accompagna in esilio. Non è una bella immagine quella che abbiamo davanti: Rashi sottolinea anche che il bambino Yshmael era anche malato a causa dello sguardo non positivo di Sara su di lui.

Davvero l’immagine non è facile da comprendere e da relazionare con nostro padre Avraham, un padre che abbandona sua figlio nel deserto. Dobbiamo però tornare alla promessa ed al comandamento di Dio: non ti preoccupare ed ascolta Sara.

Abramo in questa nona prova della sua vita, potremmo dire il preludio alla prova del sacrificio di Isacco, poggia tutto il suo comportamento sulla fede in Dio. Il comandamento di allontanare Hagar e suo figlio viene da Sara ma è la promessa e l’assicurazione di Dio che cambia il consiglio o il pensiero di Sara in un comandamento. C’è un pericolo in Yshmael ed è un pericolo morale e spirituale per uno dei padri del popolo ebraico, Itzhak, e di fronte a questo pericolo il chessed, l’amore disinteressato di Avraham, si deve fermare, perché il pericolo è più alto del guadagno della vicinanza di Yshmael alla famiglia.

La fede di Avraham ovviamente trova la benedizione nel progetto di Dio che salva il piccolo Yshmael con un intervento allo stesso tempo tragico e salvifico.

E quando l’acqua dell’otre venne meno, essa lasciò cadere il fanciullo sotto un arboscello.

E se ne andò, e si pose a sedere dirimpetto, a distanza d’un tiro d’arco; perché diceva: «Ch’io non vegga morire il fanciullo!» E sedendo così dirimpetto, alzò la voce e pianse.

. E Dio udì la voce del ragazzo; e l’angelo dì Dio chiamò Agar dal cielo, e le disse: «Che hai, Agar? non temere, poiché Iddio ha udito la voce del fanciullo là dov’è.

Lèvati, prendi il ragazzo e tienlo per la mano; perché io farò di lui una grande nazione».

E Dio le aperse gli occhi, ed ella vide un pozzo d’acqua: e andò, empì d’acqua l’otre, e diè da bere al ragazzo.

E Dio fu con lui; ed egli crebbe, abitò nel deserto, e fu tirator d’arco; dimorò nel deserto di Paran, e sua madre gli prese per moglie una donna del paese d’Egitto.”

Ad ogni modo il legame tra padre e figlio non si perderà con questa espulsione secondo quanto ci racconta il midrash.

Dopo tre anni andò Abramo a visitare suo figlio Ismaele e giurò a Sarah che non sarebbe sceso dal cammello lì dove Ismaele si era stabilito ed arrivò lì a metà del giorno e trovò la moglie di Ismaele. Le chiese: “ Dove è Ismaele?” Lei rispose: “Sono andati lui e sua madre a prendere frutta e datteri dal deserto.” Lui le disse: “ Dammi un po’ di pane ed un po’ d’acqua che la mia persona è stanca per il viaggio nel deserto”. Lei gli disse: “ Non ho né pane né acqua.” Lui le disse: “ Quando tornerà Ismaele digli queste parole: il figlio di un sapiente è un mezzo sapiente e digli che un vecchio giunto dalla terra di Canaan ti è venuto a trovare ed ha detto di cambiare la soglia di casa tua che non è buona per te. Quando Ismaele tornò dal deserto lei gli disse tutte queste cose ed il figlio di un saggio che è come un saggio, comprese e mandò via sua moglie e ne prese un’altra dalla casa di suo padre, Petima è il suo nome.

Dopo altri tre anni Abramo tornò a visitare suo figlio Ismaele, e giurò a Sara, come la prima volta, che non sarebbe sceso dal cammello nel luogo dove si era stabilito Ismaele, giunse lì a metà del giorno e trovò sua moglie e le chiese dove fosse Ismaele. Lei gli rispose che era andato a vedere i cammelli nel deserto. Lui le disse di dargli un po’ di pane ed un po’ di acqua perché la sua persona era stanca del viaggio nel deserto e lei portò fuori pane ed acqua e glielo servì. Abramo si alzò e pregò davanti a Kadosh Baruch Hu per suo figlio Ismaele e la sua casa si riempì di ogni bene ed ogni benedizione. Quando Ismaele tornò lei gli raccontò quanto accaduto ed Ismaele comprese che fino a quel momento l’amore di suo padre era su di lui come quello di un padre per i suoi figli, dopo la morte di Sara Abramo tornò e si sposò con la donna dalla quale aveva divorziato. Pirkè di Rabbi Eliezer, 29

 Anche in questo midrash la promessa fatta a Sara frena Avraham dallo scendere dal cammello, il chessed di Avraham si ferma di fronte al pericolo spirituale dell’incontro con Yshmael, però quello che non si ferma è l’impegno educativo di Avrahm in quanto padre, un impegno che trasmette ad Yshmael valori e giusti comportamenti nonostante la drammatica e necessaria separazione tra padre e figlio.

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