Parashà Shelach – Creare la Luce

Dopo la terribile trasgressione degli esploratori che tornati dalla loro spedizione, pur parlando bene ed in maniera oggettiva della terra di Israele, negano la possibilità che essa possa essere conquistata, la generazione del deserto subisce il terribile decreto di non poter più entrare in Eretz Israel e di dover finire i propri giorni (saranno quaranta anni) girovagando, appunto, nel deserto.

All’indomani di quella tragica notte, che secondo il calcolo dei nostri maestri fu il 9 di Av, giorno che nella storia ebraica sarà tristemente segnato da lutti, il popolo ebraico si pente, fa teshuvah, si presenta a Moshe e pretende di andare a combattere proprio per quella terra che fino al giorno prima sembrava essere un orizzonte impossibile e lontano, nonostante le promesse e le assicurazioni divine.

La spedizione militare si risolse, ovviamente, in un fallimento (Numeri, 14 39-45) ed allora ci dovremmo porre la domanda del perché la teshuvah, il pentimento di quella generazione, non abbia funzionato.

Insegna il Michtav MeEliahu, Rabbi Eliahu Dessler a nome di rabbi Yeshaya Horowitz che anche il pentimento di Adamo, dopo il suo peccato, non fu accettato, eppure secondo l’interpretazione dei nostri maestri Adamo si pentì per cento trenta anni di quello che aveva fatto. Il problema va cercato nello status di Adamo prima e dopo il peccato così come lo status del popolo ebraico prima e dopo il peccato di quella tragica notte.

Adamo sarebbe dovuto essere un angelo ed avrebbe dovuto vivere per sempre. Dopo il suo peccato perde queste capacità e sebbene il suo pentimento fosse sincero non riuscì a ricreare lo stato originale della propria creazione.

In un passo del talmud Makkot 10b è scritto che ogni persona viene condotta per la strada che ha scelto di percorrere. Questo significa che ognuno di noi deve cercare di riparare ai propri errori allo stesso livello del peccato che ha scelto di compiere. In altre parole ogni trasgressione crea del buio nella nostra persona e nel nostro esistere ed è nostro dovere cercare la luce proprio all’interno di quella trasgressione, con la stessa intensità della forza della trasgressione.

Questa è la vera sfida dopo una trasgressione, non solo il pentimento per l’atto compiuto, ma la ricostruzione della luce che il mondo possedeva prima che noi trasgredissimo.

Questo spiega perché Adamo non riuscì a tornare al suo status originale e perché i figli di Israele non riuscirono a vincere la loro battaglia nonostante si fossero pentiti ed avessero compiuto una teshuvah sincera: il buio creato dai loro atti era troppo grande per essere cancellato dal solo pentimento e nel caso di Adamo, così come in quello dei Benè Israel nel deserto le conseguenze di quel buio sono ricadute sull’intera storia del mondo e del popolo ebraico.

Per eliminare le conseguenze di una trasgressione bisogna accedere alla radice della trasgressione stessa e creare per il mondo una luce che sia più forte del buio che abbiamo causato.

One thought on “Parashà Shelach – Creare la Luce”

  1. gracias por esta nueva enseñanza, quiero hacer una pregunta, espero que me ayuden a quitarme esta ignorancia de referente a mi pregunta y me puedan dar una nueva enseñanza. mi pregunta es ¿porque el señor es tres veces santo como hace mensiòn la palabra? agradecere me puedan dar esta enseñanza. saludos marcos desde Mexico.

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