Presente: Una scuola in Polonia fa teshuvà

Apfel Fredryka? Presente.

Bauman Jadwiga? Presente.

Bauman Irena? Presente.

Becker Sonia? (7 anni) Presente.

Binzer, Krystyna? (12 anni) Presente.

Blumenfeld Bronisława? (8 anni) Presente.

Presente…

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Sono seduto in una scuola e sto osservando l’appello di 87 alunni. Quando l’insegnante chiama un nome, un’altra giovane ragazza risponde – “presente” – Sono presente qui e pronta per la scuola. Ma le giovani ragazze non sono quelle che portavano questi nomi, e la differenza di tempo tra un appello e l’altro è di 78 anni.

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L’evento si è svolto nella scuola elementare “Adam Mickiewicz”, dal nome di uno dei più grandi poeti del romanticismo polacco. La direttrice, la signora Gabriela Olszowska ha rinvenuto gli archivi della fine degli anni ’30. Vi erano tutti i nomi, le date di nascita, gli indirizzi e nomi dei genitori. Ma vi era anche un gruppo di 87 ragazze di cui non si avevano più notizie. Solo una lunga linea rossa diagonale faceva intendere che fossero scomparse. La direttrice si è quindi messa in contatto con Zvia Fried dello Yad Vashem e ha scoperto che nel 1939, subito dopo l’invasione nazista della Polonia, 87 ebree erano state cacciate dalla scuola.

Avevano 7, 1o anni e in gran parte provenivano da Cracovia o Grodno, Lublino, alcune erano sorelle – tutte espulse in un giorno e tutto quello che ci resta è una linea rossa.

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Zvia Fried ha scoperto che 21 delle ragazze furono tragicamente uccise, mentre di altre 24 si sa che sono sopravvissute; delle restanti 42 non si sa niente. Questa lista di nomi ci parla delle brevi vite spezzate di tanti bambini in Polonia. Come per tanti altri innocenti, la loro vita è stata interrotta da una penna – e la loro memoria è andata perduta.

Dedicando questa giornata a questi bambini, la direttrice Olszawska ha fatto rinascere la loro memoria, e lo ha fatto grazie al supporto di tutta la sua scuola, dei capi della Comunità Ebraica e dei preti, che hanno fatto volontariato e hanno dato una voce a quelli che sono stati silenziati.

Sono stato invitato dal mio amico e studente Irek Czubak, un polacco cristiano che viene alle mie lezioni settimanali sull’ebraismo. Un musicista a cui è stato chiesto di creare un accompagnamento musicale all’evento e che ha scelto delle canzoni tradizionali ebraiche da condividere con i ragazzi polacchi non ebrei. Quanti anni sono passati da quando è stata suonata l’ultima volta Hava Nagila nella scuola “Adam Mickiewicz”?

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Ho parlato dei Giusti e dell’aiuto di alcune persone in Polonia, del passato e del presente per ricostruire la memoria di queste giovani ragazze. L’ebraismo onora la memoria dei nostri cari nel giorno più santo dell’anno, ma senza i loro nomi, anche noi siamo perduti. Il semplice atto di richiamare un nome è redenzione.

Nel corridoio della scuola è stata fissata una lastra, su di essa sobrie parole di perdita e tristezza – le parole di Mordechai Gebirtig, un artista folk famoso per i suoi testi e canzoni, disumanamente ucciso nel Ghetto nel 1942 – “Addio mia Cracovia-Zegnai mi Krakowie”.

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Anche se la Cracovia ebraica non esiste quasi più, riempita di ricordi tragici di un passato glorioso, grazie alla direttrice Olszawska una piccola parte di quel mondo ha riavuto voce, immagine, memoria. Che i loro nomi siano legati alla vita eterna e che la memoria dei Giusti polacchi, che credono nel valore del ricordo degli Ebrei di Polonia, sia benedetta.

Qui la lista degli 87 nomi delle ragazze, ritrovati negli archivi della scuola.

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Rav Avi Baumol è il nostro emissario in Polonia, questo articolo è uscito in The Times of Israel.

 

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