Il gusto piccante della vita: una storia d’amore che poteva accadere solo in Israele

Vivendo in Florida Yitzhak Eicoff mangiava molta cucina messicana -decisamente piccante – ma mai avrebbe immaginato di assaggiare un giorno il peperoncino “king pepper”, il più potente del mondo. Cresce in India, nello stato del Manipur e Yitzhak l’avrebbe assaggiato quasi ogni giorno, visto che ha sposato nel 2016 Hadassa Tungdim, una Bnei Menashe immigrata in Israele grazie all’aiuto di Shavei Israel.

“La prima volta che ho assaggiato la cucina di Hadassa, per poco non perdevo tutti i capelli, ma adesso, volendomi bene, Hadassa cucina meno piccante per me”, ci racconta Yitzhak.

Yitzhak non sapeva niente della comunità Bnei Menashe fino a quando non è immigrato in Israele nel 2011.

“Non avrei mai immaginato di trovare la mia anima gemella in Manipur, e Hadassa mai avrebbe immaginato di incontrare uno di New York in Israele”, ci racconta. “Ci siamo conosciuti a metà strada, nella Terra di Dio.”

Hadassa è cresciuta al confine tra India e Burma, si è poi trasferita ad Imphal dove vi è una vivace comunità Bnei Menashe. Arrivata in Israele ha vissuto nel nord a Migdal HaEmek, dove condivideva la casa con altre tre giovani donne Bnei Menashe.

Hadassa ha lavorato in un’azienda di assemblaggio elettronico, ma dopo un terribile incidente di auto 2014, al quale è sopravvissuta per miracolo, ha deciso di occuparsi di persone anziane e visto il suo ottimo inglese è molto richiesta dai pensionati americani.

Yitzhak al contrario, ha passato i suoi 15 primi mesi in Israele nel sud, a Beersheva, nel deserto del Negev, lavorando nel marketing. Ora, invece, si occupa di mediazione nei prestiti, connettendo piccole aziende con prestatori locali.

Yitzhak è cresciuto in una famiglia ebraica, invece Hadassa era stata educata come cristiana. Un venerdì sera però, rientrando a casa, aveva trovato il padre che recitava in ebraico il Kiddush. Lui le raccontò dei suoi incontri con rabbini che arrivavano da Israele e della storia dei Bnei Menashe. Dopo avere studiato per tutta la vita la Bibbia, aveva deciso che anche loro erano parte della Tribù di Menasse.

“Io credetti a mio padre, credevo sempre in lui, anche noi eravamo parte dell’Esodo”.

Hadassa allora ventenne (oggi ne ha 39) iniziò ad essere osservante lentamente e a seguire i corsi di Shavei Israel. E un giorno le venne comunicato che faceva parte del gruppo ammesso a fare aliyah.

“Mio padre sul letto di morte disse che il suo più grande desiderio fosse vedermi vivere e lavorare in Israele”. Ambedue i genitori di Hadassa morirono di cancro prima di potersi trasferire. Hadassa vive in Israele lontano dalla sua famiglia, suo fratello Ringo è ancora in India, e lei stessa ammette che le manca molto.

Hadassa e Yitzhak si sono conosciuti grazie ad internet, ma non in un sito di appuntamenti. Facevano parte del gruppo “Keep Olim in Israel” su Facebook. Un giorno hanno condiviso lo stesso post e Yitzhak notò il suo nome intrigante. Yitzhak conosceva già alcuni Bnei Menashe, a seguito di sue visite a Hebron. Decisero di incontrarsi dopo qualche settimana.

Fu subito amore. “Ci univa l’amore per Dio e per la Terra di Israele”, ci dice Yitzhak. “E siamo due musicisti, io suonavo la chitarra in una band americana, mentre lei scrive canzoni e testi.”

Otto mesi dopo, si unirono tra i canti sotto la chuppà, davanti a 120 ospiti, tra cui 60 membri della comunità Bnei Menashe.

Il matrimonio si è svolto a Beit Shemesh – una località nel centro di Israele, dove si sono potuti riunire i Bnei Menashe di tutto Israele, da nord a sud, da Migdal HaEmek, da Sderot e da Gerusalemme.

Yitzhak però si doveva adeguare a una tradizione Bnei Menashe. Se fossero vissuti in India avrebbe dovuto portare allo zio di Hadassa 8 vacche vive come dote. Yitzhak si fece il conto che in Israele il valore in contanti era di circa 23mila dollari, una somma della quale non disponeva. La coppia è quindi andata in un negozio di giocattoli e ha comprato 8 mucche di plastica, per onorare la tradizione e non andare in bancarotta.

Comprarono anche un grande gong (cinese) e si coprirono con dei drappi, Yitzhak a mo’ di turbante, Hadassa come veste. Lo zio accettò i doni e il matrimonio si è svolto  con gioia.

Yitzhak non ha visitato ancora la famiglia di Hadassa in India, ma spera di farlo al più presto. Anche Hadassa ancora non è mai tornata da quando ha fatto aliyah.

“Per ora stiamo sistemando la nostra casa”, sono in affitto in una modesta casa in un villaggio vicino alla cittadina di Ariel.

Ancora devono rispettare una tradizione Bnei Menashe non appena la casa sarà terminata. Devono piantare un giardino, con i king pepper inclusi. I Bnei Menashe li coltivano ecologicamente, importando i semi dall’India, poiché nei negozi non si trovano.

“E’ la stessa specie di peperoncino, ma chissà come mai in Israele cresce ancora più piccante!”, ci dice Yitzhak.

 

Ecco alcune foto del loro matrimonio:

 

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