Parashà Vayeshev – Il destino di un leader

C’è un oggetto particolare che diventa un elemento di riflessione in questa parashà: la tunica di Yosef.

Al versetto 3 del capitolo 37 è scritto: “Israel amava Yosef più di tutti i suoi figli, perché era il figlio avuto in vecchiaia, e gli aveva fatto una tunica di lana sottile.” Questa scelta, obiettivamente poco equilibrata, se analizzata dal punto vista educativo di un padre di molti figli, sarà il simbolo dell’odio tra i fratelli e della distanza che si era creata tra di loro. La tunica, in quanto oggetto di un rapporto nato sulla preferenza di Yaakov/Israel, occuperà nello spazio della relazione tra i fratelli un luogo di ossessione, una centralità sulla quale gli stessi fratelli di Yosef convoglieranno la loro violenza non meno di quanto faranno contro Yosef stesso.

Dal versetto 25 in poi, dopo che i fratelli vedono arrivare Yosef e prendono la terribile decisione di ucciderlo, come primo atto tragico lo spogliano della tunica, eliminano in definitiva il simbolo di quell’amore paterno che così pubblicamente era stato ingiusto e sopra ogni cosa aveva posto Yosef come primogenito, stando all’interpretazione di Sforno e del Kli Yakar che vedono nella tunica il simbolo della leadership ed il segno del comando.

“ Essi lo spogliarono della sua tunica, quella tunica dalle lunghe maniche ch’egli indossava, poi lo afferrarono e lo gettarono nella cisterna: era una cisterna vuota, senz’acqua.” (Genesi 37, 23-24)

Spogliare Yosef significava rispondere alla loro ossessione contro questo ragazzino sognatore che il loro padre aveva investito del ruolo di primogenito, di preferito, di figlio speciale. Per ben due volte la tunica appare in questo versetto, quasi fosse un pensiero fisso dei fratelli, un’immagine costante davanti ai loro occhi: “la sua tunica, quella tunica…”

Di fronte all’ossessione non c’è logica, non c’è razionalità, c’è accanimento perché la tunica di Yosef divenne il simbolo del fallimento dei rapporti tra fratelli in particolare e familiari in genere.

Il dono della tunica a Yosef da parte di Yaakov, interpretata come un gesto affettivo o vista come investitura paterna per uno dei suoi figli scelto tra gli altri, è, di fatto, l’elemento che sconvolge gli equilibri della famiglia di Yaakov e cambia il destino del nostro popolo per sempre.

In realtà proprio attraverso questo dono inizia il processo che porterà la famiglia di Yaakov a divenire popolo.

Yaakov dona la tunica a Yosef ponendolo al di sopra dei suoi fratelli, per amore e come scelta responsabile per il futuro leader della famiglia-popolo di Israele. I fratelli non accettano il destino di questa nuova leadership e del nuovo ruolo di Yosef, forse non accettano il modo in cui Yaakov compie questa scelta, il mezzo con cui questa scelta è compiuta ed il dono di questa tunica che diventa un cambio di destino per l’intero popolo ebraico.

Quando i fratelli si scagliarono contro Yosef e lo spogliarono prima di tutto della tunica, negarono con quel gesto la loro partecipazione e la loro approvazione al gesto di Yaakov: Yosef non sarebbe stato il loro leader.

La Torà al versetto 31 del capitolo 37 racconta che: “Presero allora la tunica di Giuseppe, scannarono un capro e intinsero la tunica nel sangue. Poi mandarono al padre la tunica di lana fine e gliela fecero pervenire con queste parole: «L’abbiamo trovata; riscontra se è o no la tunica di tuo figlio». Egli la riconobbe e disse: «E’ la tunica di mio figlio! Una bestia feroce l’ha divorato. Giuseppe è stato sbranato».

Non si tratta solo di una semplice azione che nasconde il terribile gesto dei fratelli contro Yosef: siamo di fronte ad un messaggio violento ed al contempo sincero per Yaakov. I figli di Yaakov non accettano il riconoscimento, da parte del padre, della leadership di Yosef, non accettano il suo ruolo, non accettano il nuovo corso che la loro famiglia sembra aver preso e costringono Yaakov a confrontarsi con questa realtà e con gli eventuali errori da lui commessi come padre e come capo famiglia.

“Riconosci la tunica di tuo figlio?” Non è questa una semplice domanda, bensì un tragico invito: “Riconosci che aver dato una tunica a tuo figlio è stato un errore? Riconosci che stai cambiando il nostro destino?”

La risposta di Yaakov è dolorosa, perché data da un padre che vede distrutta la vita del proprio figlio e disperata perché data da un leader che aveva investito nella futura leadership ormai scomparsa.

“ E’ la tunica di mio figlio! Una bestia feroce l’ha divorato. Yosef è stato sbranato».

“Nonostante tutta la vostra violenta opposizione, questa resta la tunica di mio figlio- sembra rispondere Yaakov- “la vostra bestialità ha divorato Yosef, ma resta valido il mio messaggio e non potrete fermare la nostra storia.”

One thought on “Parashà Vayeshev – Il destino di un leader”

  1. Io trovo questi commenti alle parashot molto interessanti e approfonditi. Per quanto concerne questa io trovo che purtroppo questo commento rispecchia la storia del popolo ebraico dove spesso ci ribellismo e non accettiamo la leadership del momento. Sono consapevole del fatto che questo avviene spesso nelle nostre comunità questo rende la parasha molto attuale. Trovo che i commenti di Rav Punterello sono qualcosa di stupendo mettendo in luce la sua grande conoscenza sono orgoglioso di lui perché e un ottimo Maestro un Chacham per il popolo d Israele.l

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