Reuven non si ferma: un soldato torna in servizio dopo essere stato ferito da un cecchino

Dal?Mako website, ?un profilo di Reuven Tonung, un soldato Bnei Menashe.

Abbiamo gi? parlato diverse volte dei Bnei Menashe, la cui identit? ebraica ? stata riconosciuta solo da qualche anno. I Bnei Menashe hanno vissuto in India, e con l’aiuto di organizzazioni come Shavei Israel, hanno iniziato a immigrare in tanti negli anni passati. Molti di loro prestano servizio in posizioni cruciali all’interno dell’esercito.

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Uno di questi ? il sergente maggiore?Reuven Tonung, un sottufficiale nell’unit? Kometz, con il compito di difendere le frontiere.

Tonung ? in servizio nell’IDF oramai da dieci anni, e nemmeno una ferita grave causata da un cecchino, ? stata in grado di fermarlo.

Tonung, uno dei primi immigrati della Trib? di Menasse, ? arrivato in Israele nel 1998. Oggi vive a Kiryat Arba. Dopo il liceo ha studiato ingegneria pratica. Venne inserito nel corso in meccanica automobilistica e poi ha cambiato per gli studi in sistemi di allarme.

Nel 2008, mesi dopo essere stato arruolato nell’unit? Kometz, Tonung venne ferito in prima linea. Mentre serviva assieme al Battaglione di Ricognizione Givati, ? stato colpito da un cecchino mentre cercava di avvicinarsi alla barriera di sicurezza di Gaza. Dopo un lungo processo di riabilitazione, durato 8 mesi, mentre la sua mano era paralizzata, ha deciso di ritornare alla sua unit? e continuare con lo stesso lavoro.

“La gente mi dice che sono pazzo. Mi era stato offerto di cambiare unit?, ma ho rifiutato. Ho detto che finir? il mio servizio come si deve, e alla fine ho deciso di rimanere e farne una carriera”, ci dice.

Da quando ? ritornato all’unit?, Tonung ha preso parte in tutte le operazioni a Gaza – incluse Piombo Fuso, Pilastro della Difesa e Protective Edge. Nel 2009 ? stato insignito con un encomio dal Presidente per la Giornata dell’Indipendenza. A volte, quando ritorna nel luogo dove ? stato ferito, si ricorda dei momenti drammatici – per? continua a lavorare.

“Quando mi avvicino alla barriera, sento sempre la paura”, ci spiega. “Ma quando comincio a lavorare mi sento pi? rilassato. Dopo 10-15 minuti sto gi? meglio. Ci si pu? abituare. Anche se sentiamo dei colpi, ci concentriamo e cerchiamo di capire cosa sia. La controparte ci aspetta sempre, loro sanno che siamo per strada, e che ci arriveremo”.

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