La prospettiva – Parashà Eikev

di Rav Avi Baumol

In che modo ci hanno disciplinato i nostri genitori? O meglio, all’epoca – come bambini – come percepivamo le punizioni e le sgridate? Non credo usassimo termini come: disciplinare, psicologia genitoriale, sindrome, patologia, e così via.

Quando eravamo bambini la vita non era mai giusta. Non credevamo di essere trattati in maniera giusta. Subito paragonavamo la nostra situazione a quella dei nostri fratelli, che nella nostra testa venivano trattati meglio. Ogni punizione ci sembrava troppo severa, e non conoscendo l’introspezione non eravamo pronti ad analizzare i nostri comportamenti.

E poi siamo diventati genitori.

E abbiamo capito che quando abbiamo a che fare con la questione “giustizia” con i bambini, non saremo mai in grado di risolvere il problema. Ogni bambino è diverso. Possono essere nella stessa stanza, nella stessa casa, ma ognuno di loro è un mondo a parte. Ognuno è programmato diversamente. Allora come possiamo trattarli nello stesso modo?

Come genitori siamo in grado di capire le aspettative ingenue dei nostri figli, affinché tutto si svolga come loro vorrebbero.

Ma i nostri bambini non sono in grado di capire tutta la complessità della loro educazione.

A volte vogliamo dar loro una lezione; altre volte vogliamo insegnare loro a superare le difficoltà e raggiungere una realizzazione soddisfacente.

A volte spieghiamo ai bambini quali sono i lati positivi delle sfide, altre volte lo teniamo per noi sperando che un giorno nostro figlio capisca da solo.

Ho capito la filosofia educativa i mia madre solo dopo 30 anni, e quando io stesso mi sono ritrovato al comando come genitore, dovendo scegliere una rotta per i miei cinque figli. Un giorno semplicemente ho chiamato mia madre e ho detto: grazie.

Grazie a questa prospettiva, ho preso una nuova visione della mia infanzia. Questo mi ha permesso di avere una visione fresca e potere essere grato a mia madre, che mi ha donato la libertà di arrivare alle conclusioni da solo.

Perché filosofeggio così tanto sull’essere genitore e sull’educazione? Deuteronomio 8:5 – “Conoscerai quindi intimamente, che nella guisa che un uomo ammonisce il proprio figlio, il Signore, Iddio tuo, ti ammonisce.”

Moshe dopo 40 anni di sforzi si rivolge alla nuova generazione con questo messaggio: “Siete sempre stati figli di Dio. Dovete comprendere i vantaggi di questo status e prendete su di voi la responsabilità che viene con questo. Se avete la sensazione che non sia giusto, pensate a come educhereste voi stessi i vostri figli?”

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