Parashà Devarim – Lo Shabbat della Visione

Moshe si trova davanti al popolo, che ha guidato durante gli ultimi 40 anni e del quale si è preso sempre cura. Adesso, prima di attraversare il Giordano, l’unica cosa che ci tramanda è un rimprovero. Per 40 anni Moshe ha curato tutte le necessità del suo popolo, così tante volte ci ha difeso dalla collera di Dio! E ora, alla fine della sua vita, non ci può nemmeno incoraggiare un po’? Anche l’Haftarà di questa settimana continua con questo tono e leggiamo i rimproveri di Isaia. Cosa abbiamo fatto per meritare tutto ciò?

Siamo adesso in un periodo di lutto, che precede il giorno di Tisha beAv, che ricorda la distruzione dei due Tempi. Questo è lo Shabbat Hazon, lo Shabbat della Visione. Rav Itzhak di Berdyczow ci insegna, che se qualcuno lo merita, riceverà proprio in questo giorno la visione del Terzo Tempio.

La distruzione del Tempio è una perdita che ci tocca ancora. La piangiamo tutti i giorni e chiediamo la ricostruzione in tutte le nostre preghiere. Ma per quanto sia tragica questa distruzione, il nostro popolo non si è mai arreso, e non ha mai smesso di adempiere al suo compito di mostrare la luce Divina al mondo.

Una situazione di crisi spesso ci spinge a crescere e a svilupparci. Se viviamo una grande perdita, spesso ci chiudiamo in noi stessi. Ma se riusciamo a liberarci da un grande coloro, ecco che la perdita può spingerci ad ottenere un grande successo. La distruzione del Tempio e la Diaspora, hanno portato il monoteismo etico in tutti gli angoli più remoti del globo.

Solo grazie al fatto che tutto il popolo ha una visione comune del rinnovamento del Tempio, e anche grazie al fatto di avere compreso i motivi della distruzione, siamo in grado di sopravvivere a questa terribile emigrazione. Ambedue i Tempi ci sono stati portati via, perché non volevamo riempire la nostra vita con un grado di santità richiesto da Dio! Per secoli i nostri profeti e saggi ci hanno ammonito senza nessun effetto, e infine Dio ci ha dato quello che ci siamo meritati.

La distruzione del Tempio e il nostro esilio non sono una punizione per le nostre azioni, ma una naturale conseguenza. La volontà di Dio di averci vicini è così grande, che anche quando ci allontaniamo da Lui, gli eventi storici si formano in modo da ricordarci bene la nostra vera strada.

I testi liturgici di questa settimana, ci tramandano un ammonimento, perché questo è lo Shabbat della Visione. Uno Shabbat nel quale dobbiamo vedere chiaramente. Non capiremo che forma debba avere la nostra rinascita e il nostro riscatto, se non capiamo cosa dobbiamo modificare in noi per rendere reale questa visione. Gli ammonimenti tramandati dai profeti provengono dalla fede nel potenziale e nella forza del nostro popolo. Siamo giudicati poiché siamo amati, forse è difficile da sostenere, ma in questo modo otteniamo indicazioni verso il nostro vero scopo – un mondo pieno di luce e amore. Cerchiamo quindi di avere fede nella fiducia, che ci viene concessa da Dio.

Shabbat Shalom!

Con affetto,

Rav Yehoshua Ellis

 

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