Bellissima mostra di fotografie a Gerusalemme

La scorsa settimana è stata inaugurata una bellissima mostra di fotografie presso l’ AACI di Gerusalemme, intitolata “Cameraderie”. La mostra presenta le foto dei partecipanti al corso di Yehoshua Halevi’s 2018 Master Photographer Year Course, tra questi Laura Ben-David, direttore marketing e media di Shavei Israel.

Le foto di Laura sono dedicata al viaggio dei Bnei Menashe, dall’India nord-orientale fino in Israele, e narrano i molti capitoli della loro storia: partenza dall’India, aliyà in Israele e la loro nuova vita nello Stato Ebraico.

L’ingresso alla mostra è libero, e si svolgerà fino al 31 dicembre. L’AACI si trova all’angolo tra 37 Pierre Koenig/2 Poalei Tzedek, a Talpiot quartiere di Gerusalemme.

Per avere informazioni riguardo un mostra da tenere alla vostra sinagoga, comunità o altro, contattateci alla mail office@shavei.org.

 

La volontaria di Shavei Israel si è recata a Cali, in Colombia

Yael Mendoza, volontaria di Shavei Israel, continua il suo eccitante viaggio attraverso il paese, dove intende visitare tutte le 11 comunità di Bnei Anusim!

Probabilmente avrete già letto su questo blog della sua permanenza a Bogotà dove è stata accolta in maniera calorosa dalla comunità, entusiasta di una riconnessione con le proprie radici ebraiche. Questa settimana Yael si è trovata a Cali, dove ha organizzato corsi di ebraico ed ebraismo per i membri della comunità di tutte le età.

Yael ha condiviso con noi alcune foto della sua vita a Cali, scorci della città, un corso di preparazione della challà e altre attività, per incoraggiare più persone a visitare questo meraviglioso luogo e fare del volontariato.

 

Parashà Toldot – La preghiera come dialogo

La parashà settimanale ci presenta fin da subito la difficile, ma tanto desiderata, gravidanza di Rivka, che porta in grembo due gemelli che si muovono incessantemente senza darle riposo. Rivka saprà che i due gemelli saranno padri di due popoli o per meglio dire di due approcci diversi al mondo, tra la materia e lo spirito, in una lotta senza sosta e dove, a volte, i ruoli potranno essere anche drammaticamente confusi, tra il fratello tendente alla spiritualità e quello tendente alla materialità. ( Genesi 25, dal verso 22 in poi).

Come e dove avrà Rivka risposte alle sue domande? Il testo biblico ci racconta che una volta avvertiti questi terribili dolori Rivka “andò a chiedere all’Eterno”, motivo di tanta pena. Rashì commenta il versetto dicendoci che si recò a sentire quale sarebbe stata la conclusione della sua gravidanza. Il Midrash Bereshit Raba afferma invce che Rivka si recò nel bet midrash di Shem ed Ever, che erano discendenti di Noè e suoi discepoli, che le spiegarono l’esistenza dei due gemelli ed il loro destino simbolico. Continue reading “Parashà Toldot – La preghiera come dialogo”

Un bat mitzvà in El Salvador

La scorsa settimana il signor Ishai Avalos Artiga e la signora Elisheva Reyes de Avalos di Armenia, in El Salvador, hanno celebrato il bat mitzvà della loro figlia. E’ stata organizzata una gioiosa e commovente cerimonia per tutta la comunità locale.

Shavei Israel augura un grande mazal tov alla giovane Hadassah ed è felice di condividere alcune foto con voi:

 

Le bambine del Cile e la gioia dello Shabbat

Avevamo già scritto (qui) dei laboratori organizzati da Rav Avraham Latapiat in Cile, per insegnare ai bambini l’importanza dell’osservare lo Shabbat. Durante il secondo semestre, la rabbanit Esther Miriam Latapiat ha continuato in questa direzione, facendo della gioia e del piacere dello Shabbat il tema principale del programma. Il rabbino e sua moglie hanno anche incoraggiato i genitori nel condividere questa bellissima esperienza con il loro figli.

La scuola ebraica ha organizzato tutta una serie di attività per i più giovani, collegate alla preparazione della casa per Shabbat – la produzione casalinga di candele, la decorazione della coppa per il kiddush, l’organizzazione della tavola e le regole per creare la giusta atmosfera in casa.

Speciale attenzione è stata dedicata ai vestiti per bambine per lo Shabbat, ottima occasione per insegnare le regole ebraico del vestiario. Dodici bambine hanno ricevuto in regalo dal rabbino e sua moglie abiti, calze e scarpe. Le famiglie hanno molto apprezzato i bellissimi vestiti e le tradizioni.

Ecco qui alcune foto delle bambine:

Parashà Chayè Sarà – Le giuste scelte matrimoniali

Tipico atteggiamento di un certo mondo ebraico è la ricerca dell’ychus (l’albero genealogico o la condizione sociale) prima di procedere all’eventuale scelta di un partner per la vita. In alcuni mondi in Israele come fuori di esso, le valutazioni di un compagno o di una compagna passano attraverso le origini della famiglia – sefardita, italiana, ashkenazita, curda, marocchina, laica o religiosa – e subito dopo o contemporaneamente si valutano le questioni economiche, le scelte culturali, le parentele eventuali o potenziali. Ovviamente porsi questo tipo di domande o di riflessioni non è per forza una espressione negativa o classista, ma rischia di diventare una ossessione elitaria quando si perdono di vista i valori ebraici che siamo chiamati a diffondere e costruire attraverso il matrimonio.

In questa parashà, ad esempio, la scelta matrimoniale indicata da Avraham ad Eliezer per cercare una sposa per Isacco non passa né per l’ychus, né per valutazioni economiche e sociali. Quando Eliezer sceglie Rivka, Rebecca, non lo fa seguendo i canoni della bellezza (Genesi 24,16) sebbene Rivka fosse bella. Certamente Eliezer non scelse i canoni delle relazioni familiari: Rivka era figlia di Betuel e sorella di Labano, parentele non proprie tra le più elevate spiritualmente e tra le più limpide, sebbene Rivka fosse comunque figlia della famiglia di origine di Abramo e non cananea, prerequisito essenziale per diventare moglie di Isacco. Se da un lato abbiamo la necessità di una scelta “nazionale” per il futuro matrimoniale del nostro popolo, dall’altro la scelta nazionale non deve porsi limiti oltre quelli stabiliti dalla halachà. Continue reading “Parashà Chayè Sarà – Le giuste scelte matrimoniali”

Un musical storico sui Bnei Anusim

Negli ultimi anni vi è un rinato interesse per la storia dei Bnei Anusim – i discendenti di quegli ebrei forzatamente convertiti al cattolicesimo durante l’Inquisizione Spagnola. La rinascita è talmente forte che anche nel campo dell’arte sono nate opere dedicate a questo periodo storico. Un bellissimo esempio è il nuovo musical basato sul libro “La famiglia Aguilar” di Rav Marcus Lehmann.

Il musical “Hidden: the Secret Jews of Spain”  si svolge in Spagna nel 1692, duecento anni dopo l’espulsione degli ebrei. Narra la storia di una famiglia che all’esterno vive secondo le regole cristiane, mentre in segreto continua a professare la fede ebraica affrontando le difficoltà e cercando di sopravvivere. La prima dello spettacolo si svolgerà a Gerusalemme l’11 novembre ed è dedicata ad un pubblico femminile.

Alla base del progetto ci sono le superstar Sharon Katz & Avital Macales, della Women’s Performance Community of Jerusalem, in collaborazione con OU Israel Center. Shavei Israel ha già partecipato nel The Woman’s Perfomance Community’s Spanish Heritage Night, dove era stato presentato dalla nostra Chaya Castillo, direttrice del Dipartimento dei Bnei Anusim. Questo incontro era stato una preview dello spettacolo originale in arrivo. Non vediamo l’ora di vederlo!

Per ulteriori informazioni sul musical e per comprare i biglietti, per favore seguite questo link.

La volontaria di Shavei Israel che insegna ai bambini in Colombia

Yael Mendoza, volontaria di Shavei Israel, si è recata a Bogota in Colombia, per lavorare con la locale comunità di Bnei Anusim. Al momento, sta insegnando ebraismo ai giovani ragazzi e organizza varie attività come la hafrashat challah (separazione della challah) e gli shabbaton. Yael terrà anche un corso di ebraico e aiuterà nella scuola materna.

Yael e la sua famiglia avevano fatto aliyà dal Perù nel 2004, con l’aiuto di Shavei Israel. Nei due mesi di viaggio in Colombia, vuole visitare tutte le 11 comunità con le quali lavora Shavei Israel. Yael è molto commossa dalla calorosa accoglienza che ha ricevuto dai membri della comunità.

Qui con i suoi piccoli alunni:

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Un laboratorio di candele per Shabbat

Rav Avraham Latapiat, emissario di Shavei Israel in Cile, ha organizzato un laboratorio per bambini speciale, nel locale Talmud Torah (doposcuola ebraico), per spiegare loro l’importanza del rispetto di Shabbat e di come preparare candele artigianalmente e organizzare la tavola di Shabbat.

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Parashà Lech Lechà – Va verso ciò che sei

La Torà adotta un approccio deduttivo della Creazione. Mentre progrediamo nei suoi capitoli si specifica sempre di più l’oggetto della sua attenzione. Quando giungiamo alla parashà di Lech lechà, dove ci troviamo adesso, tutto sembra dire che ciò che precedeva era preparato per introdurci alla scena dell’apparire di Abramo. Il Talmud spiega che il padre di Abramo era un fabbricante di idoli, oggetti di culto materiale, e che contro questi idoli Abramo focalizza la sua ribellione. Abramo non accetta il culto “orizzontale” e l’idolatria estremamente diffusa nella sua epoca e di fatto cerca di superarla, scegliendo per se stesso la ribellione e la spiritualità e, a sua volta, è scelto da Dio per “trovare” il monoteismo.

Il Signore disse ad Abramo: «Vai via dal tuo paese, dai tuoi parenti e dalla casa di tuo padre, e va’ nel paese che io ti mostrerò»”.Prima di tutto: “Vai via”, vai per te, cerca te stesso e la tua identità. Per poter raggiungere ciò dovrai abbandonare “la tua terra”, la terra dei tuoi beni materiali, “il tuo parentado”; dovrai separarti da tutto ciò che hai ricevuto per via emozionale, dalla matrice che ti è stata impressa sin dall’istante della fecondazione e dai tuoi legami affettivi; dalla “casa di tuo padre”, dalla cultura, dalla civiltà e da tutta la struttura morale ed intellettuale in cui sei vissuto fino ad adesso.

Abramo fu il primo olé, il primo immigrato in terra di Israele che ha certamente affrontato difficoltà ben superiori di quelle incontrate da un immigrato dei nostri giorni. Abramo parte da Ur Casdim, uno dei maggiori centri culturali ed economici della sua epoca, e si dirige verso se stesso, per “incontrarsi”. Abramo, nato nel seno di una famiglia “agiata”, non parte a seguito di una persecuzione politica e tantomeno a causa di una crisi economica. Nella sua situazione, separarsi dalle proprie radici è una delle più grandi prove che una persona possa affrontare. Senza radici culturali, familiari, sociali, spirituali né tantomeno geografiche, l’uomo non ha un universo di riferimento con il quale identificarsi: Abramo si forza a vivere al massimo livello della solitudine esistenziale. Continue reading “Parashà Lech Lechà – Va verso ciò che sei”